Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/1: Promozione dell’attività lucrativa di persone con statuto di protezione S e agevolazione dell’ammissione di cittadini di Stati terzi che hanno conseguito una formazione in Svizzera: modifica della legge sugli stranieri e la loro integrazione, della legge sull’asilo, dell’ordinanza sull’ammissione, il soggiorno e l’attività lucrativa e dell’ordinanza sull’integrazione degli stranieri · 34 pagine
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4.2.3 Cerchie interessate
a. Approvazione
Quasi tutte le cerchie interessate approvano la modifica, almeno in linea di principio.
Diverse cerchie interessate (p. es. USI, USS, CDDGP) constatano che grazie alla notifica il servizio di collocamento può registrare, tra le altre cose, le qualifiche professionali, le esperienze e le conoscenze linguistiche della persona, e può così proporle offerte d’impiego o consentirle l’accesso ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, aumentando la possibilità d’integrazione nel mercato del lavoro.
Secondo Gewerbeverein la modifica consente alle PMI di sopperire meglio alla necessità urgente di manodopera, in particolare nei settori che presentano una carenza strutturale di personale.
CRS sottolinea che la maggior parte dei Cantoni già nel 2022 ha instaurato una collaborazione con gli URC nel quadro del Programma S per la promozione dell’integrazione di persone bisognose di protezione. Un adeguamento cantonale di questa prassi è senz’altro auspicabile.
Secondo conoscenze scientifiche del FSM un siffatto obbligo di notifica è opportuno, in quanto sottolinea la necessità di una maggiore collaborazione tra l’aiuto sociale nel settore dell’asilo e il SPC. Con ciò si segnala inoltre alla popolazione che, nella misura del possibile, si perseguono la formazione e l’integrazione professionale del gruppo target.
b. Ripercussioni/dubbi e ulteriori richieste
Molte cerchie interessate (UCS, ais, AsyLex, AvenirSocial, Caritas, Frieda, ACES, Plateform Traite, SOS, OSAR, CRS, UNHCR, SCCA) ritengono che risorse finanziarie e umane sufficienti nonché personale qualificato presso gli uffici di collocamento regionali (UCR) e una buona collaborazione tra tutti gli attori coinvolti (p. es. garanzia dello scambio reciproco di informazioni; dialogo regolare tra i servizi interessati) siano indispensabili ai fini dell’attuazione di questa modifica. Secondo il SOS le persone bisognose di protezione necessitano per esempio di una consulenza mirata, di un sostegno linguistico, di una stima realistica della loro concorrenzialità sul mercato del lavoro nonché di aspettative chiare. CDI ritiene sia necessario formare adeguatamente il personale degli URC per assistere persone con un passato di fuga (AP/R/S).
Per l’UCS le esperienze di alcune Città mostrano che l’assistenza ai rifugiati da parte degli URC non sempre è adeguata. Questa categoria di persone ha infatti esigenze specifiche che richiedono misure mirate per eliminare gli ostacoli alla loro impiegabilità, come problemi di salute psichica o fisica, traumi dovuti a guerre o politiche instabili nonché obblighi familiari (bambini da accudire, familiari bisognosi di cure).
USS, OSAR, e ACES sono del parere che gli URC debbano concentrarsi sul collocamento mirato delle persone interessate, come previsto dalla «Strategia servizio pubblico di collocamento 2030» della Confederazione e dei Cantoni. ACES suggerisce di prestare maggiore attenzione alle sfide specifiche dei rifugiati in occasione dell’introduzione dell’obbligo di notifica, per esempio creando un modulo di formazione «Migrazione».
Travail.Suisse ritiene che, oltre alla notifica, anche altre misure di sostegno dipendono fortemente dai Cantoni e critica la Confederazione che da una parte esige dall’assicurazione contro la disoccupazione (AD) ulteriori prestazioni per le persone non assicurate, dall’altra ha temporaneamente soppresso (per gli anni 2025 e 2026) o ridotto (per il 2027) il proprio contributo