Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/1: Promozione dell’attività lucrativa di persone con statuto di protezione S e agevolazione dell’ammissione di cittadini di Stati terzi che hanno conseguito una formazione in Svizzera: modifica della legge sugli stranieri e la loro integrazione, della legge sull’asilo, dell’ordinanza sull’ammissione, il soggiorno e l’attività lucrativa e dell’ordinanza sull’integrazione degli stranieri · 34 pagine

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4.4.3 Cerchie interessate

La conversione dell’obbligo di autorizzazione in obbligo di notifica trova ampio consenso anche

tra le cerchie interessate (p. es. Caritas, CFM, FER, ACES, OIM, SOS, USI, usam, Solidarité

sans frontières, CRS). Il provvedimento riduce gli ostacoli amministrativi (p. es. secondo AIS, AsyLex, CDI, ACS, Travail.Suisse, UNHCR, ASM), migliora la pianificazione (p. es. secondo USI e usam), rafforza la flessibilità imprenditoriale nel reclutamento del personale (p. es. HotellerieSuisse e FST) e instaura una benvenuta parità di trattamento tra le persone con statuto di protezione S e quelle ammesse provvisoriamente (p. es. secondo AvenirSocial, Gastro-

Suisse, ACES, OSAR, UCS, SCCA).

Nessuna delle cerchie interessate si è opposta al provvedimento.

Diversi attori (p. es. Gewerbeverein, usam, Suissetec e FST) sottolineano che l’introduzione dell’obbligo di notifica può contribuire in maniera positiva a ovviare alla penuria di personale qualificato. Secondo l’usam la semplificazione della norma consente alle PMI di assumere manodopera in modo più rapido e semplice, in particolare nei settori già oggi interessati da una forte penuria di personale qualificato.

Gewerbeverein accoglie la misura. Tuttavia, chiede misure di accompagnamento mirate per rafforzare la concorrenzialità sul mercato del lavoro e la stabilità mentale degli interessati nonché un pacchetto di sostegno per le PMI con informazioni pratiche e servizi di contatto, idealmente mediante una piattaforma centrale e digitale come «easygov.swiss», affinché la misura possa esplicare il suo effetto.

a. Rischio di abusi

Travail.Suisse, CDDGP e ASM richiamano l’attenzione sulle ridotte possibilità di monitoraggio in seguito all’introduzione dell’obbligo di notifica, sottolineando tuttavia priorità diverse. Travail.Suisse chiede che si continuino a tutelare le condizioni salariali e di lavoro nonostante la semplificazione della procedura e a tal proposito ritiene necessari controlli mirati in loco con sanzioni efficaci, in modo analogo alle misure collaterali. Secondo CDDGP l’obbligo di notifica è una soluzione praticabile, che riduce l’onere esecutivo per i Cantoni e allo stesso tempo consente di continuare a rispettare le prescrizioni in materia di diritto del lavoro. ASM riconosce, sì, l’elevato rischio di abusi, in particolare per quanto riguarda il dumping salariale e l’eccessiva durata dei praticantati, ma non lo ritiene sproporzionatamente elevato. Rileva sfide simili legate ad altri gruppi di persone (p. es. persone ammesse provvisoriamente, cittadini provenienti da Stati UE/AELS) e propone di ricorrere anche in questo contesto a controlli mirati e a posteriori mediante strumenti consolidati. In un’ottica di economia generale, l’onere aggiuntivo che ne deriva è sostenibile nella misura in cui consente di integrare più persone bisognose di protezione nel mercato del lavoro.

4.5 Estensione dell’obbligo di partecipare a misure d’integrazione o reintegrazione professionale a persone con statuto di protezione S (art. 10 cpv. 1 AP-OIntS)

4.5.1 Cantoni

BE, GL, JU, NW, OW, VD e VS approvano in modo esplicito l’estensione dell’obbligo di partecipare a misure d’integrazione o reintegrazione professionale a persone con statuto di prote-

zione S. AG, AI, AR, BL, BS, FR, GE, LU, NE, SG, SZ, TG, TI, UR e ZG accolgono la misura

come parte dell’intero progetto.