Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/1: Promozione dell’attività lucrativa di persone con statuto di protezione S e agevolazione dell’ammissione di cittadini di Stati terzi che hanno conseguito una formazione in Svizzera: modifica della legge sugli stranieri e la loro integrazione, della legge sull’asilo, dell’ordinanza sull’ammissione, il soggiorno e l’attività lucrativa e dell’ordinanza sull’integrazione degli stranieri · 34 pagine
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4.5.2 Partiti
Anche i partiti sostengono l’estensione dell’obbligo di partecipare a misure d’integrazione e reintegrazione alle persone bisognose di protezione (Alleanza del Centro, PLR, PVL, Verdi e PSS).
L’UDC respinge categoricamente anche questa misura come parte dell’intero progetto.
Nello specifico i Verdi sono favorevoli all’introduzione di un obbligo di partecipare a programmi d’integrazione, ma si oppongono chiaramente a mezzi di pressione come riduzioni dell’aiuto sociale, che forniscono uno scarso contributo al miglioramento dell’integrazione.
Il PSS considera la partecipazione a misure d’integrazione come un passo importante verso l’adeguamento dello statuto giuridico delle persone con statuto di protezione S a quello delle persone ammesse provvisoriamente, opportuno in termini di politica d’integrazione.
L’Alleanza del Centro si attende infine una verifica dell’efficacia della misura entro 12 mesi ed eventualmente l’attuazione di ulteriori provvedimenti.
4.5.3 Cerchie interessate
Diverse cerchie interessate accolgono espressamente l’estensione dell’obbligo di partecipare a misure d’integrazione e reintegrazione alle persone con statuto di protezione S (Gastro-
Suisse, HotellerieSuisse, CDDGP, SAV, usam, ACS, UCS, Suissetec, add, Travail.Suisse
e ASM).
Considerano tale obbligo uno strumento efficace per migliorare la concorrenzialità delle persone con statuto di protezione S sul mercato del lavoro e rafforzare al contempo la loro responsabilità personale. In questo contesto ACS sottolinea che il livello di integrazione varia molto all’interno del gruppo interessato, in particolare per quanto riguarda le competenze linguistiche, spesso sopravvalutate in passato. Similmente USI rileva che le conoscenze linguistiche insufficienti costituiscono una delle principali cause delle difficoltà a integrarsi nel mercato del lavoro e vede pertanto particolarmente di buon occhio l’obbligo di partecipare a corsi di lingua. Anche GastroSuisse e HotellerieSuisse rimarcano l’importanza di tale obbligo per migliorare l’accesso alle offerte di lavoro e raggiungere un equilibrato rapporto di responsabilità tra sostegno statale e impegno individuale.
Anche UCS e CDDGP accolgono la misura, giacché contribuisce ad armonizzare lo statuto giuridico legato alle diverse categorie di soggiorno (persone con statuto di protezione S, rifugiati e persone ammesse provvisoriamente) e rafforza l’impegno delle persone interessate mediante condizioni chiare. Sotto il profilo della politica d’integrazione, l’estensione dell’obbligo di partecipare a misure d’integrazione e reintegrazione è ritenuta nel complesso una misura appropriata e pratica che può contribuire a migliorare l’integrazione nel mercato del lavoro sia dal punto di vista delle persone bisognose di protezione sia da quello delle strutture di accoglienza. usam sottolinea che persone più preparate e qualificate in cerca di un impiego s’integrano più facilmente nelle piccole e medie imprese.
a. Riserve
Al contempo molte organizzazioni sostengono che l’efficacia dell’obbligo di partecipare a misure d’integrazione e reintegrazione dipenda ampiamente dalla sua concreta attuazione, di cui