Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/41: Modifica della legge concernente l’imposta sul valore aggiunto (LIVA) · 28 pagine
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consultazione, sia necessario intervenire per assoggettare all’imposta le prestazioni di servizi elettronici presso la piattaforma anziché, come finora, presso i fornitori della prestazione, al fine di ridurre eventuali svantaggi concorrenziali dovuti all’IVA. L’imposizione delle piattaforme che eseguono prestazioni di servizi elettronici deve basarsi sull’attuale imposizione delle piattaforme di vendita per corrispondenza.
Se gli offerenti di prestazioni di servizi elettronici non adempiono i loro obblighi in materia di IVA, l’AFC ha attualmente poche possibilità di imporre l’esecuzione della legge, in particolare se questi offerenti hanno la loro sede all’estero. Oltre all’imposizione delle piattaforme, in futuro l’AFC deve poter far bloccare l’accesso alle offerte online di offerenti o piattaforme (blocco di rete). La stessa misura si applicherebbe anche alla vendita per corrispondenza.
Ulteriori adeguamenti e risultati delle valutazioni
Il progetto contempla adeguamenti di portata minore anche nei seguenti ambiti: rendiconto annuale, metodo delle aliquote saldo, operazioni con oro esenti dall’imposta, prestazioni effettuate da agenzie di viaggio, esclusione dall’imposta per le prestazioni di cura e imposta sull’acquisto.
Il Consiglio federale propone inoltre di abrogare la disposizione che avrebbe permesso ai contribuenti, su loro richiesta, di scegliere l’esercizio commerciale, anziché l’anno civile, da considerare come periodo fiscale. Questa disposizione non è ancora stata posta in vigore, poiché riguarderebbe solo un numero molto esiguo di contribuenti; pertanto, sono stati trattati altri progetti informatici reputati prioritari. Inoltre, in particolare il cambiamento del periodo fiscale in relazione ad altre possibilità di scelta solleverebbe numerose questioni giuridiche e complicherebbe ulteriormente l’imposta.
Infine, sono state esaminate anche misure a livello di legge volte a contrastare gli abusi derivanti dai pagamenti in contanti, poiché era emerso che eventuali modifiche a livello di ordinanza non sarebbero state opportune. Nel caso concreto, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che tali misure risulterebbero comunque sproporzionate anche se introdotte a livello di legge.
Ripercussioni
La nuova normativa concernente l’imposizione delle combinazioni di prestazioni non comporta per i contribuenti oneri amministrativi maggiori o minori. L’imposizione delle piattaforme determina costi amministrativi supplementari per le piattaforme stesse. Alcuni offerenti di prestazioni di servizi elettronici potrebbero invece ridurre i loro costi amministrativi, poiché non sarebbero più obbligatoriamente assoggettati all’imposta.
Secondo una stima approssimativa, la nuova normativa concernente l’imposizione delle combinazioni di prestazioni determinerà minori entrate dell’ordine di poche decine di milioni di franchi; in compenso, le modifiche relative all’imposizione delle piattaforme che eseguono prestazioni di servizi elettronici comporteranno maggiori entrate di importo analogo. In definitiva, non si attendono quindi né maggiori né minori entrate sostanziali.
L’imposizione delle combinazioni di prestazioni e l’imposizione delle piattaforme che eseguono prestazioni di servizi elettronici producono effetti opposti sulle economie domestiche. Si prevede che, grazie alla nuova normativa, le combinazioni di prestazioni vengano offerte più frequentemente e a prezzi più vantaggiosi, il che andrebbe a beneficio delle economie domestiche sia svizzere che estere. Per contro, l’estensione dell’imposizione alle prestazioni di servizi elettronici potrebbe implicare per le economie domestiche un lieve onere supplementare.