Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/94: Legge federale concernente l’adeguamento del carbonio alle frontiere nell’importazione di merci in cemento (LACFC) – Attuazione dell’iniziativa parlamentare 21.432 · 31 pagine
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In seguito all’abolizione dell’assegnazione gratuita di diritti di emissione nel SSQE svizzero, in futuro gli acquirenti di prodotti contenenti cemento provenienti dall’UE e dalla Svizzera dovranno far fronte a costi più elevati, indipendentemente dall’introduzione di un CBAM del cemento, per cui si deve presumere che alla fine i costi saranno scaricati almeno in parte sui consumatori. Il CBAM del cemento rincara le importazioni di merci in cemento provenienti da Paesi terzi; nel complesso, è probabile che aumentino i prezzi al consumo e delle costruzioni di tutti i prodotti in cemento immessi sul mercato in Svizzera. La maggior parte dell’aumento dei prezzi è da ricondurre all’abolizione dell’assegnazione gratuita, mentre il resto è imputabile alle importazioni più costose da Paesi terzi.
L’introduzione del CBAM del cemento crea sul mercato svizzero pari condizioni competitive fra i produttori nazionali ed esteri in relazione alla tariffazione del CO2. Nel contesto dell’abolizione dell’assegnazione a titolo gratuito dei diritti di emissione nel SSQE svizzero, il progetto contribuisce inoltre a evitare la delocalizzazione della produzione di cemento in Paesi terzi.
Il CBAM del cemento influisce in misura marginale sull’attrattiva della Svizzera in quanto piazza industriale. Per i sei cementifici interessati aumenta la certezza della pianificazione in riferimento allo sviluppo delle condizioni quadro della politica climatica. Nel settore del cemento viene inoltre garantito il parallelismo con gli strumenti vigenti dell’UE e quindi con le condizioni quadro del partner commerciale più importante della Svizzera in questo settore.
Dai colloqui con le imprese direttamente interessate emerge che, in caso di introduzione di un CBAM del cemento da parte della Svizzera, esse ipotizzano un onere di esecuzione esiguo. Molte delle imprese fanno parte di grandi gruppi industriali internazionali, che hanno già familiarità con regolamentazioni simili nell’ambito del CBAM dell’UE. Si deve tenere presente che un sistema indipendente dall’UE consente sì una regolamentazione specifica per il settore e un’esecuzione più agile, ma rispetto a un CBAM armonizzato o collegato con l’UE può comportare oneri amministrativi aggiuntivi da parte delle imprese.
Per l’attuazione del CBAM del cemento, l’analisi d’impatto della regolamentazione di Ecoplan (2025) parte dall’idea che per ogni impresa interessata vi saranno un onere iniziale di circa 3 000 franchi e costi annui per lo stesso importo37. Nel 2023, 26 imprese hanno importato merci in cemento che rientrerebbero nel campo d’applicazione del CBAM del cemento. In totale vi sono state 34 transazioni legate alle importazioni. Se si applicasse una soglia minima di 50 tonnellate come nell’UE, resterebbero ancora due imprese con un totale di nove transazioni per importazioni. Gli importatori interessati possono essere imprese edili, intermediari o le stesse imprese del cemento.
L’aumento dei prezzi dovuto agli sviluppi nel SSQE nonché la protezione dai prodotti ad alta intensità di emissioni provenienti da Paesi terzi offerta dal CBAM rafforzano gli incentivi volti alla decarbonizzazione. Nel lungo termine, il futuro della produzione di cemento in Svizzera dipenderà dalla decarbonizzazione dei processi produttivi, fermo restando che le tecnologie per la cattura e il sequestro di CO2 (CCS) e la
37 Ecoplan (2025): CO2-Grenzausgleichssystem für Zement. Valutazione economica delle misure ambientali (VOBU) su mandato dell’UFAM.