Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/94: Legge federale concernente l’adeguamento del carbonio alle frontiere nell’importazione di merci in cemento (LACFC) – Attuazione dell’iniziativa parlamentare 21.432 · 31 pagine
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Diversamente, nell’UE l’adeguamento alla frontiera viene eseguito in maniera indiretta. Gli importatori devono coprire le loro emissioni con certificati CBAM, secondo una procedura che nello svolgimento risulta molto più complessa. Per semplificare il più possibile l’esecuzione, nel CBAM svizzero per il cemento si rinuncia a un simile sistema di certificati. La tariffazione diretta mantiene ridotto l’onere amministrativo per le imprese interessate e per l’Amministrazione. Anche varie fasi di verifica e di lavoro previste dal sistema dell’UE non sono necessarie nel CBAM svizzero per il cemento, poiché le catene di creazione del valore aggiunto e le transazioni nel settore sono chiare e l’adeguamento alle frontiere viene eseguito direttamente.
L’approccio agile scelto è concepito in maniera specifica per il settore del cemento ed è orientato a mantenere il più ridotto possibile l’onere esecutivo per tutti gli attori. Non potrebbe essere trasferito semplicemente ad altri settori: come presupposto necessario a tal fine, i settori dovrebbero essere altrettanto chiari e ben individuabili in termini di attuazione. Ma questo non è il caso, per esempio, dei settori dell’alluminio e di quello del ferro e dell’acciaio. Occorre sottolineare che un ampliamento del campo di applicazione richiederebbe una modifica di legge. La Commissione non auspica una simile estensione.
3.4 Introiti provenienti dall’adeguamento del carbonio alle frontiere
Gli introiti provenienti dall’adeguamento del carbonio alle frontiere servono innanzitutto a coprire i costi di esecuzione. I ricavi effettivamente disponibili dopo la detrazione dei costi di esecuzione confluiscono nel bilancio generale della Confederazione. Complessivamente, i potenziali introiti dal CBAM svizzero per il cemento sono esigui: se le importazioni restano allo stesso livello del 2023, a seconda dello sviluppo dei prezzi nel SSQE, nel 2035 ci si attendono entrate annue comprese fra i 10 000 e i 50 000 franchi.
Oltre al conferimento al bilancio della Confederazione, la Commissione ha verificato anche i seguenti scopi di utilizzo: conferimento al finanziamento climatico internazionale, destinazione vincolata alla promozione di tecnologie e processi innovativi nelle imprese, ridistribuzione ai settori direttamente interessati o alla popolazione. Dal punto di vista giuridico, tutte queste varianti sarebbero attuabili. Il conferimento al finanziamento climatico internazionale o anche la destinazione vincolata alla promozione dell’innovazione apporterebbero un sostegno aggiuntivo all’obiettivo della regolamentazione, ovvero evitare il «carbon leakage».
A causa del potenziale di introiti molto scarso, la Commissione ha deciso di non implementare una destinazione vincolata dei ricavi o di conferirli al finanziamento climatico internazionale. Inoltre, la Commissione non ritiene necessarie misure di attenuazione e rinuncia perciò alla ridistribuzione alle imprese interessate o alla popolazione. Gli introiti confluiscono quindi nel bilancio della Confederazione.
Occorre notare che la proposta legge federale concernente l’adeguamento del carbonio alle frontiere nell’importazione di merci in cemento non persegue scopi fiscali. L’obiettivo della legge, che ha carattere d’incentivazione, è quello di ostacolare il «carbon leakage». Se le importazioni da Paesi senza accordi di collegamento dei si-