Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/94: Legge federale concernente l’adeguamento del carbonio alle frontiere nell’importazione di merci in cemento (LACFC) – Attuazione dell’iniziativa parlamentare 21.432 · 31 pagine

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Compendio

Per i prossimi anni si prevede un aumento dei costi del CO2 nella produzione di cemento. Di conseguenza aumenta anche il rischio che i processi produttivi e le emissioni che ne derivano vengano trasferiti in Paesi con un livello di ambizione inferiore in termini di protezione del clima. Con il suo progetto la Commissione

dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazio-

nale (CAPTE-N) intende ridurre questo rischio introducendo un adeguamento del carbonio alle frontiere per le merci in cemento.

Situazione iniziale

Per far progredire la decarbonizzazione dell’industria, la Svizzera inasprisce le regole del proprio sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE). In particolare, viene gradualmente ridotta l’assegnazione a titolo gratuito dei diritti di emissione. Gli adeguamenti avvengono in linea con l’Unione europea (UE) e garantiscono il collegamento fra i due sistemi, attivo dal 2020.

La riduzione dell’assegnazione a titolo gratuito nel SSQE, da un lato, incentiva maggiormente il passaggio a tecnologie a basso tenore di emissioni, ma dall’altro cela il rischio del cosiddetto «carbon leakage»: i processi produttivi ad alta intensità di gas a effetto serra potrebbero essere trasferiti in Paesi terzi che conoscono misure di protezione del clima meno severe. Nell’industria del cemento questo rischio è relativamente alto, poiché i costi del CO2 rappresentano una quota elevata dei costi globali. La delocalizzazione della produzione, anche in forma di perdita di quote di mercato rispetto agli offerenti esteri, indebolirebbe l’industria nazionale e sposterebbe le emissioni in altri Paesi. Se in tali Paesi si producesse con una maggiore intensità di emissioni, le emissioni di gas a effetto serra a livello globale aumenterebbero; ciò risulterebbe in contrasto con gli sforzi di politica climatica della Svizzera. La Commissione è perciò del parere che per il settore del cemento sia necessaria una misura collaterale volta a ridurre l’assegnazione a titolo gratuito dei diritti di emissione per contenere il rischio di «carbon leakage».

Contenuto del progetto

Con il progetto la Commissione intende introdurre un adeguamento del carbonio alle frontiere sulle importazioni di merci in cemento, che compensi la differenza tra i costi del CO2 per la Svizzera e quelli inferiori o del tutto assenti in Paesi terzi. Come misura di attenuazione per gli aggiustamenti nel proprio SSQE, l’UE ha già adottato un adeguamento del carbonio alle frontiere. Diversamente dalla proposta della Commissione, il sistema dell’UE comprende oltre al cemento anche altri gruppi di merci (ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno).

Sono esentati dal meccanismo svizzero di adeguamento del carbonio alle frontiere per le merci in cemento i prodotti con origine nell’UE e nell’Associazione europea di libero scambio (AELS), in quanto esse prevedono direttive equivalenti. Sono possibili ulteriori deroghe, specialmente per l’introduzione di piccole quantità. L’esecuzione è progettata in maniera agile: gli importatori devono dichiarare annualmente le emissioni di gas a effetto serra che sono state generate dalla produzione delle merci in