Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/94: Legge federale concernente l’adeguamento del carbonio alle frontiere nell’importazione di merci in cemento (LACFC) – Attuazione dell’iniziativa parlamentare 21.432 · 31 pagine

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emissioni complessive della Svizzera16. I cementifici svizzeri sono industrie integrate che coprono l’intero processo produttivo: dall’estrazione della materia prima alla sua elaborazione, alla combustione del materiale precursore clinker fino alla macinazione del cemento. Nel 2024 hanno prodotto circa 3,6 milioni di tonnellate di cemento17. Per ogni tonnellata di cemento i cementifici svizzeri emettono circa da 450 a 600 kg di CO2, di cui circa due terzi sono emissioni geogene dovute ai processi, mentre circa un terzo è legato ai combustibili fossili.

Rischio crescente di «carbon leakage» nella produzione di cemento

Il clinker, il precursore del cemento, attualmente viene prodotto in Svizzera per circa 75 franchi a tonnellata18. Con l’eliminazione graduale dell’assegnazione gratuita nel SSQE, i cementifici devono acquistare sempre più diritti di emissione supplementari. Rispetto agli altri settori del SSQE, in quello del cemento le emissioni di CO2 sono elevate, mentre i prezzi di vendita sono relativamente bassi. Pertanto, l’aumento dei prezzi del CO2 ha un effetto sproporzionato sui costi dell’industria del cemento. Secondo i calcoli di Ecoplan (2025), i costi di produzione per una tonnellata di clinker potrebbero quantomeno raddoppiare entro il 2035, ipotizzando un prezzo dai 120 ai 180 franchi per diritto di emissione per il 2035 e presupponendo che i metodi di produzione restino invariati19.

L’aumento dei costi atteso può portare a uno svantaggio competitivo rispetto ai produttori di Paesi terzi che applicano disposizioni di politica climatica meno stringenti. Finora la distanza ha garantito una certa protezione in ragione degli elevati costi di trasporto. Le importazioni di cemento provengono attualmente quasi esclusivamente dall’Italia e dalla Germania e coprono circa il 15 per cento del fabbisogno interno20. Fino a oggi la rilocalizzazione delle emissioni dovute al SSQE è stata quasi inesistente. In caso di aumento dei costi del CO2 in Svizzera, l’importazione del cemento e soprattutto del clinker, più leggero da trasportare, attraverso lunghe tratte potrebbe comunque risultare conveniente se i Paesi produttori importanti, come la Turchia, continueranno a non applicare tariffe (o applicheranno tariffe molto basse) alle emissioni di gas a effetto serra. Dal punto di vista della Commissione dell’ambiente,

della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) è da temere che in futuro sempre più cemento e clinker saranno importati in Svizzera da Stati al di fuori dell’UE, soppiantando così la produzione locale o i singoli livelli di produzione. Ciò andrebbe di pari passo con la delocalizzazione delle emissioni all’estero.

Date queste premesse, la Commissione stima che la produzione svizzera di cemento nei prossimi anni sia minacciata dal «carbon leakage». Il rischio aumenta quanto più la contromisura attuale, ovvero l’assegnazione gratuita dei diritti di emissione, viene

16 Inventario dei gas serra dell’industria. Consultabile all’indirizzo: www.bafu.admin.ch > Temi > Clima > Dati > Inventario dei gas serra > Industria.

17 Cemsuisse (2025): Jahresbericht «cemsuisse 2025», pag. 9.

18 Polynomics (2024): Nicht-Einführung des CBAM – Folgen für Zementindustrie und Umwelt. Perizia su mandato di Cemsuisse, pag. 5.

19 Ecoplan (2025): CO2-Grenzausgleichssystem für Zement. Valutazione economica delle misure ambientali (VOBU) su mandato dell’UFAM, pag. 63.

20 Ecoplan (2025): CO2-Grenzausgleichssystem für Zement. Valutazione economica delle misure ambientali (VOBU) su mandato dell’UFAM, pag. 35.