Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/94: Legge federale concernente l’adeguamento del carbonio alle frontiere nell’importazione di merci in cemento (LACFC) – Attuazione dell’iniziativa parlamentare 21.432 · 31 pagine

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taggi competitivi dell’industria del cemento svizzera. La legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (LOCli) sancisce la promozione di tecnologie e processi innovativi (art. 6). Anche gli impianti industriali ad alta intensità di emissioni potrebbero beneficiare degli aiuti finanziari, per i quali fino al 2030 sono stanziati complessivamente 1,2 miliardi di franchi. Inoltre, la legge sul CO2 consente di utilizzare una parte dei proventi della vendita all’asta di diritti di emissione nel SSQE per provvedimenti di decarbonizzazione negli impianti del SSQE (art. 37b). In base all’ammontare dei proventi, fino al 2030 saranno disponibili circa 45 milioni di franchi all’anno. Tuttavia, secondo la Commissione, queste possibilità di promozione con durata limitata non risolvono il problema di fondo nel settore del cemento: per i grandi investimenti imminenti nella decarbonizzazione manca infatti la necessaria certezza della pianificazione. La Commissione è convinta che un CBAM per il cemento possa creare le opportune condizioni quadro stabili.

Infine, la Commissione ha valutato più volte di attendere gli ulteriori sviluppi nell’UE. A luglio del 2023, nel rapporto in adempimento del postulato 20.3933, il Consiglio federale ha preso posizione in merito: con il postulato il Consiglio federale è stato incaricato di verificare un eventuale meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere per la Svizzera. Esso ha ritenuto che al momento la Svizzera dovrebbe astenersi dall’introduzione di un meccanismo di adeguamento alle frontiere e attendere lo sviluppo dell’esecuzione del CBAM dell’UE e delle rispettive reazioni in materia di diritto commerciale23. La Commissione non condivide la valutazione del Consiglio federale: ritiene necessario introdurre un meccanismo di adeguamento alle frontiere per il settore del cemento, poiché in questo ramo industriale il rischio di «carbon leakage» appare elevato per il futuro. Dal 2026, a seguito degli adattamenti del SSQE, aumenteranno gradualmente i costi di produzione per i cementifici svizzeri. Secondo la Commissione, si deve accelerare ora il processo legislativo al fine di garantire rapidamente condizioni quadro chiare e di conseguenza la certezza degli investimenti.

2 Genesi del progetto

Il punto di partenza del presente progetto preliminare è l’iniziativa parlamentare 21.432 della consigliera nazionale Ryser. L’iniziativa con il titolo «Creare le basi per un meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera» è stata depositata il 18 marzo 2021 con il seguente testo:

Un nuovo articolo 34bis nella legge sul CO2 intende gettare le basi per un meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera per i prodotti ad alta intensità di CO2 tenendo conto dei relativi sviluppi nell’UE. Il legislatore definisce l’elenco di tali prodotti.

Nella motivazione la promotrice dell’iniziativa ha illustrato che per le imprese svizzere che producono beni ad alta intensità di emissioni si genera uno svantaggio competitivo dovuto alle tasse sul CO2 di entità diverse all’estero. Le merci importate da

23 Consiglio federale (2023): Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere: conseguenze per la Svizzera. Rapporto in adempimento del postulato 20.3933.