Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/94: Legge federale concernente l’adeguamento del carbonio alle frontiere nell’importazione di merci in cemento (LACFC) – Attuazione dell’iniziativa parlamentare 21.432 · 31 pagine
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produzione di cemento a basse emissioni di CO2 rappresentano attualmente le uniche opzioni per ridurre a sufficienza le emissioni generate dai processi entro il 2050. Il potenziamento delle CCS richiede incentivi per investimenti privati, ai quali possono contribuire il progetto posto in consultazione sulla legge quadro sulle CCS e sulle NET nonché l’introduzione di un CBAM. D’altra parte, l’industria del cemento svolge un ruolo importante per il potenziamento dell’infrastruttura per la cattura e il sequestro del CO2 in Svizzera, poiché causa quasi la metà delle emissioni che devono essere ridotte con le CCS. Affinché l’infrastruttura di trasporto e sequestro pianificata sia efficace in termini economici, è determinante la quantità di CO2 catturato complessivamente: più è elevata o quanti più settori sono coinvolti nell’incremento delle CCS, tanto più facile sarà ammortizzare i rispettivi investimenti per l’infrastruttura.
5.4 Ripercussioni sulla società
L’introduzione di un CBAM per il cemento può contribuire nel lungo termine alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (v. n. 5.5) e sostenere così anche l’equità intergenerazionale, prevenendo potenziali danni climatici futuri.
5.5 Ripercussioni sull’ambiente
Il progetto consente di ridurre il rischio di «carbon leakage». Evitando la rilocalizzazione delle emissioni sarà possibile una maggiore riduzione complessiva delle emissioni di gas a effetto serra nell’industria e si contribuirà perciò all’attenuazione del cambiamento climatico. Un minore carico di emissioni ha inoltre un effetto positivo indiretto sulla biodiversità e sulle basi di produzione naturali come i terreni e le acque. Allo stesso tempo, il progetto crea ulteriori incentivi per il potenziamento della cattura e del sequestro diretti delle emissioni di CO2 causate dai processi nonché per lo sviluppo e l’impiego di cemento a basse emissioni di CO2.
L’analisi d’impatto della regolamentazione svolta nell’ambito dell’elaborazione del progetto presuppone, nel quadro di previsioni prudenti, che l’introduzione del CBAM permetterebbe di evitare, a partire dalla sua implementazione completa nel 2035, un volume di emissioni supplementari globali dovute al «carbon leakage» situabile tra 0,2 e 0,4 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Questo valore risulta dalla differenza odierna tra l’intensità delle emissioni di gas a effetto serra della produzione di cemento in Paesi terzi e quella della Svizzera. Se si presuppone che in Svizzera a medio e lungo termine si eviterebbero tutte le emissioni della produzione di cemento grazie alle CCS, la quantità di «carbon leakage» evitato salirebbe a 2,3–2,5 milioni di tonnellate di CO2.