Restituzione

Consultazione 2005/105: Revisione parziale della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC) · 39 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 17Fedlex · Rapporto sui risultati

introduzione anche nella CE (organizzazioni per la tutela dei consumatori [Acsi, Commissione federale del consumo, FRC, SKS] e Greenpeace).

In particolare, le associazioni dei contadini rilevano che l'indicazione sarebbe molto importante anche per l'agricoltura. Essa sarebbe indispensabile per poter reggere la concorrenza estera (i Verdi, cnav, IP-Suisse). Il settore agricolo svizzero si sarebbe battuto a lungo a tale scopo (Schweizerischer Obstverband, ZBV). Senza l'indicazione del Paese di produzione, i prodotti dei contadini svizzeri, soggetti a prescrizioni più severe, non sarebbero più riconoscibili (AgorA, Agri Genève, Prométerre, VSF). Il rispetto di requisiti elevati in materia di tutela dell'ambiente e protezione degli animali non sarebbe più utilizzabile per la promozione dei prodotti (Kleinbauern-Vereinigung). Lo smercio dei prodotti sarebbe più difficoltoso, con conseguenze negative sul reddito degli agricoltori svizzeri (USC, BZS, FSV, SOBV, ZBB). Anche uniterre reputa che l'indicazione sia un elemento importante per la vendita dei prodotti nazionali. Gli sforzi intrapresi negli ultimi anni per legare i consumatori alla produzione svizzera verrebbero vanificati (ZBV). L'eliminazione dell'indicazione sarebbe in contraddizione con quanto perseguito nell'ambito della politica agricola in relazione ad un migliore posizionamento sul mercato dei prodotti agricoli svizzeri, e all'utilizzazione della loro provenienza come argomento di vendita (GalloSuisse, SBLV, USC, SOBV, ZBB).

Secondo SIC Svizzera, grazie alle attività di marketing il mercato provvederebbe da sé alla promozione di determinate indicazioni di provenienza. Tuttavia, vista l'importanza dell'indicazione in esame SIC Svizzera preferirebbe mantenere una prescrizione in questa materia. VSF ritiene che, considerate le esperienze maturate negli ultimi anni, le decisioni relative all'indicazione della provenienza non possano essere lasciate al mercato. FRC, Greenpeace e SKS ritengono che si potrebbe mantenere la libertà di scelta riguardo all'indicazione di provenienza sui prodotti svizzeri. Nel caso delle derrate alimentari importate però, i consumatori non avrebbero la possibilità di essere informati, in particolare, riguardo alle differenze in materia di trasporto, detenzione degli animali e requisiti ecologici. L'abrogazione dell'indicazione di provenienza sarebbe inoltre in contraddizione con le disposizioni della recente revisione del diritto in materia di derrate alimentari, in cui è stato previsto il miglioramento della rintracciabilità dei prodotti (FRC, Greenpeace, SKS, Schweizerischer Obstverband).

GE propone, ai fini di una semplificazione attuativa, di accettare – almeno nel caso dei prodotti dei Paesi CE – l'indicazione abbreviata (marchio ovale) dei prodotti a base di carne, a condizione che sia corrispondente all'effettivo Paese di produzione. Il PS suppone che sia possibile limitare l'obbligo di indicazione della provenienza a tutti i prodotti freschi (carne, pesce, formaggio, verdura, frutta). IP-Suisse vorrebbe invece mantenere la prescrizione applicabile alle derrate alimentari trasformate o non trasformate. In caso contrario, vi sarebbe il rischio di una produzione alimentare basata su materie prime estere ottenute a basso costo.

I partecipanti alla procedura di consultazione contrari alla regolamentazione speciale adottata dalla Svizzera ritengono che l'indicazione del Paese di provenienza sia un fattore di aumento dei costi (BE, économiesuisse). Secondo fial, l'abrogazione della disposizione in questione sarebbe particolarmente importante considerato che i prodotti di un numero sempre maggiore di settori merceologici vengono immagazzinati nella CE e provvisti di imballaggi con diciture in più lingue. L'indicazione del Paese di produzione comporterebbe sempre la necessità di un'etichettatura specifica per la Svizzera. Swisscofel reputa che, nel caso dei prodotti non trasformati, l'indicazione di provenienza non causerebbe praticamente alcun problema e che i commercianti continuerebbero a fornirla assecondando i bisogni dei consumatori (ad es. per i prodotti freschi). Anche l'Unione grigionese delle arti e mestieri e SFF sono dell'opinione che le indicazioni di provenienza, soggette al divieto d'inganno, siano da fornire su base volontaria secondo i bisogni del mercato. Swissmem rileva che forse l'eliminazione della divergenza non sarebbe opportuna considerata la delicatezza della questione sotto il profilo politico.

In sintesi: si tratta di una divergenza controversa; la maggioranza è contraria alla richiesta (7 favorevoli, 48 contrari). I partiti politici e la maggior parte dei Cantoni e delle organizzazioni