Rapporto esplicativo

Consultazione 2005/30: Disposizioni esecutive della legge sui trapianti · 24 pagine

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condotti esami per determinare la presenza eventuale di infezioni (cfr. art. 44 lett. b della legge sui trapianti).

Se viene riscontrata la presenza di un’infezione pericolosa per la salute di altre persone, bisogna informare le autorità competenti conformemente all’articolo 24 e adottare le misure del caso.

2.1.4 Sezione 4: Obblighi di diligenza

2.1.4.1 Art. 16 Trattamento delle linee cellulari animali

Per uno xenotrapianto possono essere utilizzate unicamente linee cellulari animali

- la cui origine è documentata (cpv. 1 lett. a), e

- che, in base allo stato della scienza e della tecnica, sono prive di agenti patogeni per la loro

specie e per l’essere umano (cpv. 1 lett. b).

Per poter soddisfare questi requisiti il titolare dell’autorizzazione è tenuto a esaminare regolarmente le linee cellulari animali che utilizza (cpv. 2).

2.1.4.2 Art. 17 Impiego di animali da espianto

Per il ricevente, il rischio d’infezione xenogeno dipende dalla specie di animale da espianto e dalla modalità di preparazione degli organi, tessuti o cellule. Teoricamente, per uno xenotrapianto entrano in linea di conto sia specie molto simili all’uomo (ad es. scimpanzé) sia specie molto diverse (ad es. suini).

I primati non umani quali scimpanzé o babbuini presentano analogie anatomiche, fisiologiche e immunologiche con l’uomo che indeboliscono tra l’altro la barriera immunologia, favorendo la sopravvivenza e il funzionamento degli organi, tessuti o cellule trapiantati. A questi vantaggi si contrappongono fattori quali disponibilità, costi e riserve di tipo etico. Considerando la dimensione filogenetica si può pensare che gli agenti patogeni dei primati, visto il rapporto di parentela con l’uomo, si trasmettano più facilmente rispetto a quelli delle specie animali con meno affinità con l’uomo. Si suppone quindi che gli organi, i tessuti o le cellule di un babbuino comportano un rischio di infezione maggiore rispetto a quelli di un maiale. A livello internazionale3 si riconosce generalmente che i primati non umani non devono essere usati come animali da espianto fintanto che non saranno disponibili maggiori informazioni su un possibile rischio infettivo.

Sebbene la specie animale più adatta non sia ancora stata individuata, è vietato utilizzare i primati come animali da espianto. Questo divieto si giustifica per l’elevato rischio di infezione e per il rischio d’estinzione cui sono esposti molti primati.

Nella letteratura specializzata4,5 si legge tuttavia che le cellule Vero (una linea cellulare stabilizzata che deriva da cellule epatiche dell’African Green Monkey) sono state ad esempio

3 Cfr. ad esempio la Raccomandazione Rac(2003)10 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa (Recommandation Rec(2003)10 of the Committee of Ministers to member states on xenotransplantation) (Adopted by the Committee of Ministers on 19 June 2003 at the 844th meeting of the Ministers’ Deputies) o nel Guidance Document statunitense del U.S. Department of Health and Human Services, Food and Drug Administration, Center for Biologics Evaluation and Research (CBER): Guidance For Industry: Public Health Issues Posed by the Use of Nonhuman Primate Xenografts in Humans, aprile 1999. 4 Jantscheff et al. Gene therapy with cytokine-transfected xenogenic cells (Vero-IL-2) in patients with metastatic solid tumors: mechanism(s) of elimination of the transgene-carrying cells. Cancer Immunology and Immunotherapy 48, 321-330, 1999.