Rapporto esplicativo
Consultazione 2007/63: Iniziativa parlamentare 03.436 „Imparzialità delle campagne elettorali“ · 34 pagine
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rispettivi argomenti. Queste trasmissioni, inoltre, suscitano nel pubblico maggiore interesse dei messaggi dei partiti.
Essendo stata depositata prima dell’entrata in vigore, il 1° dicembre 2003, della nuova legge sul Parlamento, l’iniziativa è stata oggetto di esame preliminare conformemente a quanto stabilito dalla vecchia legge sui rapporti fra i Consigli (LRC) ed è stata sottoposta per approvazione al Consiglio nazionale, conformemente all’articolo 21ter LRC. Il 1° marzo 2005, allorché l’iniziativa è stata dibattuta in seno al Consiglio nazionale, da più parti si è fatto osservare che garantire l’imparzialità delle campagne elettorali incombe in primo luogo ai partiti e che era quindi necessario dare loro i mezzi di esprimersi compiutamente in occasione di tali campagne.
Il 1° marzo 2005, con 106 voti contro 66, il Consiglio nazionale ha quindi adottato la proposta della maggioranza della Commissione e ha incaricato la CIP di elaborare un progetto, fondandosi sulle misure abbozzate dalla Commissione nel rapporto sull’esame preliminare dell’iniziativa.
1.2 Precedenti tentativi del Parlamento finalizzati a una maggiore imparzialità delle campagne elettorali
Il desiderio d’instaurare maggiore imparzialità e trasparenza nelle campagne elettorali era stato oggetto, già nel 1999, di un’iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Andreas Gross (99.430 Iv. Pa. Campagne che precedono le votazioni. Pubblicazione delle somme importanti destinate al loro finanziamento). L’11 novembre 1999, il Consiglio nazionale ha dato seguito a questa iniziativa che esigeva la dichiarazione dei contributi importanti ricevuti per le campagne elettorali. Il 19 marzo 2004, tuttavia, ha tolto di ruolo l’affare, perchè la CIP, incaricata dell’attuazione dell’iniziativa non aveva ottenuto risultati soddisfacenti, malgrado gli importanti lavori eseguiti. Una sottocommissione della CIP aveva esaminato vari modelli volti a instaurare la pubblicazione delle donazioni a sostegno delle campagne elettorali senza che nessuno fosse giudicato concretizzabile. Il modello «Obbligo di notifica» era stato respinto perchè difficilmente attuabile in mancanza di sanzioni in caso di inosservanza. Modelli che prevedevano incentivi come, per esempio «Deduzioni fiscali» o «Tempo di emissione radio-TV» erano parsi inadeguati sul piano tecnico o giuridico. Il solo ad essere stato studiato in maniera approfondita e tradotto in termini legislativi è stato il modello «Accesso agli spazi pubblicitari», secondo il quale chi avesse reso pubbliche le donazioni ottenute in vista di una campagna di votazione avrebbe ottenuto dalla Confederazione un rimborso parziale delle spese sostenute per l’affissione dei cartelloni pubblicitari e la propaganda elettorale. In definitiva, però, anche questo approccio è stato respinto perchè i membri della Commissione temevano che potesse dare origine a incentivi indesiderati e dubitavano, per giunta,
dell’applicabilità dei meccanismi di controllo previsti. Poiché nessuno dei modelli proposti era stato considerato idoneo a raggiungere l’obiettivo desiderato, il Consiglio nazionale, su proposta della Commissione, ha rinunciato a cercare altre soluzioni che consentissero la realizzazione dell’iniziativa parlamentare, che è quindi stata tolta di ruolo.
Il Consiglio nazionale non ha dato seguito a un’iniziativa parlamentare depositata dal consigliere nazionale Rudolf Rechsteiner (03.434 Iv. Pa. «Finanziamento pubblico delle campagne di voto»), che chiedeva di «impedire di partecipare al finanziamento delle campagne che precedono le votazioni popolari federali alle seguenti