Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/126: Revisione parziale dell'ordinenza sulla caccia · 32 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 28Fedlex · Rapporto esplicativo
Referenz/Aktenzeichen: J402-2095
Al capoverso 5 sono previsti divieti di detenzione per tre specie animali particolarmente
problematiche: il gobbo della Giamaica, lo scoiattolo grigio nonché gli ibridi di rapace. Esaminiamo brevemente queste tre specie.
Gobbo della Giamaica: il gobbo della Giamaica americano è probabilmente stato messo in libertà in Europa un’unica volta, in Inghilterra. La sua popolazione è però cresciuta al punto che nel frattempo minaccia la sopravvivenza del gobbo rugginoso europeo. Il divieto di detenzione per il gobbo della Giamaica è una delle misure principali per prevenire ulteriori emissioni secondo il
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piano d’azione internazionale per la lotta contro il gobbo della Giamaica in Europa .
Scoiattolo grigio: lo scoiattolo grigio americano è stato messo in libertà in Europa in Gran Bretagna e in Italia. Le esperienze in Gran Bretagna mostrano che lo scoiattolo grigio rischia di soppiantare lo scoiattolo indigeno. Lo scoiattolo grigio è pertanto considerato una specie molto problematica. Fortunatamente, finora in Svizzera lo scoiattolo grigio non è ancora stato riscontrato in libertà. Per evitare qualsiasi messa in libertà, intenzionale o inavvertita, e poter combattere efficacemente questa specie alla prima comparsa, nel 2008 l’UFAM ha fatto allestire una perizia (piano preventivo scoiattolo grigio, UFAM, novembre 2008). Per proteggere lo scoiattolo indigeno viene quindi
introdotto a titolo preventivo un divieto di detenzione dello scoiattolo grigio.
Ibridi di rapace: è vietata anche la detenzione di ibridi di rapace. Per ibridi di rapace s’intendono ibridi tra specie di rapaci (p. es. il falco pellegrino e il falco sacro) che nascono nell’ambito della detenzione di rapaci per opera dell’uomo mediante fecondazione naturale o artificiale. Se questi uccelli sono fatti volare liberamente, ad esempio nell’ambito della falconeria, possono sfuggire e accoppiarsi con falchi selvatici. Tale riproduzione porterebbe a un incrocio genetico problematico e indesiderato con la popolazione di falchi indigena. A causa di questo pericolo non sono rilasciate autorizzazioni di detenzione per ibridi di rapaci.
Quale regolamentazione transitoria sono possibili deroghe a questi tre divieti di detenzione per scopi di ricerca o per detenzioni già esistenti (p. es. falconeria). Le autorità esecutive esaminano se tali autorizzazioni derogatorie debbano essere soggette a condizioni, ad esempio l’obbligo di sterilizzare gli animali.
Il capoverso 6 riprende l’obbligo dei Cantoni di regolare e lottare contro gli effettivi di specie animali non indigene passate allo stato selvatico dall’articolo 8 vigente, senza modifiche.
Art. 9 OCP “Misure di autodifesa contro gli animali di specie protette”
Modifica: il mattugio e il passero domestico sono eliminati dall’elenco delle specie di uccelli protette contro le quali possono essere adottate misure di autodifesa. I Cantoni sono ora tenuti a
disciplinare la protezione degli uccelli adulti durante la cova nell’ambito dell’autodifesa contro gli uccelli protetti.
Motivazione: nella concezione della legge sulla caccia, le misure di autodifesa sono uno strumento importante per proteggersi dai danni da selvaggina. Consentono infatti ai proprietari di animali domestici, beni immobili e colture agricole di proteggersi sotto la propria responsabilità, adottando misure venatorie contro determinate specie. Per gli animali di specie cacciabili, il diritto di emanare le disposizioni corrispondenti spetta ai Cantoni, per le specie protette spetta al Consiglio federale designare le specie animali contro le quali possono essere prese tali misure (art. 12 cpv. 3 LCP). Il Consiglio federale elenca le specie protette all’articolo 9 OCP.
Il Consiglio federale si avvale del diritto di adeguare l’elenco per le due specie di passero
(mattugio, passero domestico). Oggi entrambe hanno perso importanza quali organismi nocivi e registrano una flessione regionale, in parte netta. Tale flessione è da attribuire all’intensificazione dell’utilizzazione agricola e alle moderne modalità di costruzione e risanamento degli edifici, che eliminano le nicchie nidificabili. Lo stralcio di queste specie, in passato molto diffuse, dall’elenco delle specie protette contro le quali è ammessa l’autodifesa appare quindi giustificato.
4 http://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/action_plans/docs/intl_white_headed_duck.pdf 28/32 334/2005-02295/01/J402-2095