Rapporto esplicativo
Consultazione 2010/40: Ordinanza sulla promozione dello sport e dell'attività fisica. O del DDPS sui programmi e progetti di promozione dello sport e dell'attività fisica et O del DDPS sulla Scuola universitaria federale dello sport di Macolin · 28 pagine
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La Confederazione continua a sovvenzionare le attività di controllo dello sport di diritto privato con aiuti finanziari (capoverso 2, seconda parte).
Oltre a ciò si considera competente per l’attuazione di misure nel campo della prevenzione (formazione, consulenza, documentazione, ricerca, etc.) anche se poi sulla base dell’articolo 18 capoverso 2 LPSpo delega questi compiti ad una agenzia nazionale per la lotta contro il doping. Il DDPS viene pertanto incaricato di indicare un’istituzione che considera adatta come agenzia nazionale per la lotta contro il doping e di concludere con essa un mandato di prestazione per lo svolgimento di compiti federali. Come istituzione adeguata attualmente viene in considerazione soltanto la fondazione Anti Doping Svizzera. Non si deve però escludere che al mutare delle circostanze si possa incaricare un’altra istituzione adatta allo scopo.
Art. 75 Prodotti e metodi proibiti
Si vedano le osservazioni fatte all’articolo 75.
Art. 76 Controlli antidoping
In linea di principio ogni sportivo che partecipa a competizioni deve poter essere sottoposto a controlli antidoping, indipendentemente dal fatto che abbia la licenza di una federazione o che nel caso concreto si sia assoggettato allo statuto per la lotta al doping con una dichiarazione di assenso.
Con sport di competizione si intende lo sport regolamentato, ossia che si volge a norma del regolamento di una determinata federazione sportiva. Di conseguenza sono considerate competizioni regolari quelle organizzate da una federazione affiliata a Swiss Olympic o dalle federazioni regionali o dalle società sportive.
Gli atleti vengono sottoposti a controlli antidoping per stabilire l’uso eventuale di prodotti e metodi dopanti e garantire in tal modo condizioni quanto possibile corrette in gara.
Parlando di procedura per la tenuta dei controlli antidoping ci si riferisce all’intera procedura, compresi organizzazione dei controlli, prelievo di campioni e ulteriore trattamento degli stessi, come ad es. trasporto, analisi di laboratorio, gestione dei risultati delle prove, audizione e rimedi giuridici (v. anche le disposizioni relative alle definizioni nell’allegato al codice mondiale antidoping).
Se gli atleti dotati di licenza in ottemperanza agli standard internazionali devono essere raggiungibili a scadenze regolari per i controlli antidoping (si tratta del cosiddetto «out of competition testing»), gli sportivi senza licenza devono assoggettarsi a eventuali controlli solo in occasione della partecipazione e competizioni («in competition testing»). Secondo la definizione della WADA il periodo per la fase «in competition testing» inizia dodici ore prima della gara per la quale l’atleta si è annunciato e finisce al termine della gara, anche se poi in essa vanno fatti rientrare il lasso di tempo per il prelievo dei campioni da sottoporre ad analisi. (cfr. numero 3.0 degli International Standards for Testing WADA).
I controlli antidoping devono rispettare da un lato i diritti della personalità a norma dell’articolo 28 del CO e dall’altro le norme sulla protezione dei dati. Attualmente i controlli antidoping dello sport di diritto privati si basano su una dichiarazione di assenso dello sportivo. Ora nella legge si crea una base legale per lo svolgimento di controlli e il trattamento dei dati relativi (art. 20 LPSpo).