Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/129: Modifica della legge sull'ingegneria genetica (integrazione dei risultati del PNR 59 e regioni senza OGM) e ordinanza sulla coesistenza. · 37 pagine
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consultazione, il modello top-down per la delimitazione di "regioni senza OGM" tarpa le ali all’innovazione e limita la libertà imprenditoriale, per tale motivo si sostiene solo il modello bottom-up (PLR, scienceindustries, economiesuisse, Gen Suisse, Ask-Force). Nelle "regioni senza OGM", il dispendio per le aziende che non coltivano OGM non dovrebbe essere superiore a quello odierno (AG, BS, LU, SH, ACCS). La possibilità di emissioni sperimentali di OGM nelle "regioni senza OGM" è caldeggiata dalle Accademie svizzere delle scienze mentre AI, LU e SH la respingono.
Singoli partecipanti alla consultazione hanno ribadito che:
- è necessario delimitare paesaggisticamente le "regioni senza OGM", già che i confini politici non sono adeguati (GR, LU, VS);
- bisogna disciplinare anche l'abbandono delle "regioni senza OGM" (Ask-Force, Gen Suisse, scienceindustries);
- per motivi pratici, dal disciplinamento delle "regioni senza OGM" devono essere esclusi gli additivi prodotti con OGM (Ask-Force, Gen Suisse, scienceindustries);
- i Cantoni dovrebbero poter delimitare "regioni senza OGM" anche a tutela della produzione e della selezione delle sementi (ZH, LU);
- è opportuno evitare di delimitare "regioni senza OGM" che comprendano un intero territorio cantonale (ZG, ZH).
"Regioni senza OGM": marchio specifico
Ai partecipanti alla consultazione è stato chiesto anche se le "regioni senza OGM" dovrebbero avere un marchio specifico con cui contrassegnare i prodotti e le zone e chi dovrebbe attribuire tale marchio. Oltre due terzi dei partecipanti rifiutano l'introduzione di un marchio (27/39): alcuni ritengono che ne esistano già abbastanza e, considerato il cospicuo numero, un marchio in più creerebbe solo ulteriore confusione nei consumatori (AG, BS, NE, TG, TI, TGL, usam, HELVETAS, ACCS, un privato); altri pensano che un'etichettatura positiva del prodotto sarebbe sufficiente e più chiara per i consumatori e, pertanto, da preferirsi a un marchio (AG, NE, TG, VS, Partito dei verdi liberali, PEV, ACSI, FRC, Greenpeace, SKS, Pro Natura, WWF, CFSB).
I favorevoli all'introduzione di un marchio specifico decantano la visibilità e l'incentivazione delle "regioni senza OGM" che ne deriverebbero. Tuttavia, ribadiscono che andrebbe conferito solo se in Svizzera vengono effettivamente coltivati OGM, altrimenti si potrebbe dare l'impressione che la coltivazione senza OGM sia un’eccezione e che quella con OGM sia invece molto diffusa (AI, AR, GL, GR, LU, SH, ZH).