Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/129: Modifica della legge sull'ingegneria genetica (integrazione dei risultati del PNR 59 e regioni senza OGM) e ordinanza sulla coesistenza. · 37 pagine

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consumatori svizzeri nei confronti degli OGM. Anche BE afferma che negli ultimi anni il consenso sociale non è cambiato. A questo proposito vengono indicati anche i risultati del PNR 59: il 25 per cento dei consumatori svizzeri comprerebbe OGM (AG). UDC fa riferimento allo scetticismo della politica e alla diffidenza della popolazione verso l'ingegneria genetica.

USC, Sativa, Uniterre, ACSI e Prométerre citano l'articolo della Costituzione concernente l'agricoltura (art. 104 Cost.), che stabilisce che la produzione agricola svizzera deve essere orientata al mercato. Considerata l'attuale predilezione dei consumatori per i prodotti non OGM, un divieto di coltivazione di tali organismi sarebbe pertanto costituzionale. Prométerre scrive che l'utilizzo di OGM è in contrasto con il mandato dell'agricoltura.

Gli zuccherifici prevedono enormi difficoltà di smercio, nel caso in cui dovessero vendere zucchero e sottoprodotti provenienti da barbabietole da zucchero geneticamente modificate. Migros e Coop, considerato il rifiuto verso l'ingegneria genetica da parte della maggior parte dei propri clienti, nel futuro prossimo non vogliono offrire alimenti OGM. LBV ammette che gli OGM non trovano consenso né tra i consumatori né tra gli agricoltori, Poma culta indica che in Svizzera l'interesse verso la coltivazione di OGM è presente solo in poche regioni.

fial è favorevole alle norme sulla coesistenza, nonostante l'elevato tasso di rifiuto dell'ingegneria genetica da parte dei consumatori, anche perché questa tecnologia si sta diffondendo a livello mondiale.

Svizzera: agricoltura con strutture piccole

Un'ulteriore argomentazione contro la coesistenza è la ridotta scala dell'agricoltura svizzera. A causa delle piccole dimensioni delle sue strutture, l'attuazione delle misure di coesistenza sarebbe notevolmente ostacolata, molto dispendiosa o addirittura impraticabile. Per lo stesso motivo, viene ritenuto molto alto il rischio di mescolanze (USDCR, PS, PES, Bioforum, JULA, Swissepatat, FSB, PNR). Suisseporcs, SAVE e Slow Food ritengono che le piccole strutture dell’agricoltura svizzera rendano impraticabile la coesistenza sul territorio nazionale; HELVETAS teme che la coesistenza possa creare tensioni e conflitti tra aziende vicine.

Carta sulla strategia della qualità

53 pareri fanno riferimento alla Carta sulla strategia della qualità (USC, JULA, USDCR, Kleinbauern-Vereinigung, CJA, ACS, BE, SZ, BBV, swisscleantech, SAB, Bergheimat, VIER PFOTEN, AefU, SAG, OW, SO, NW, JU, Appello di Basilea, STS, WWF, Greenpeace, FRC, SWISSAID, SKS, StopOGM, ACSI, PES, PEV, PvL, Écologie libérale, zuccherifici, FSB, Migros, Suisseporcs, Swiss-Seed, swiss granum, fenaco, UFA, Coop, FSPC, VKGS, BVBB, USPV, VSKP, Bio Luzern, Bio ZH & SH, Bio Forum, AGRIDEA, Gen Au, Uniterre, Sativa Rheinau). Nel 2012, i firmatari della Carta si sono impegnati a rinunciare agli OGM per sfruttare le opportunità di mercato. Essi ritengono che l'emanazione di un'ordinanza sulla coesistenza sia in contraddizione con la strategia della qualità.

Danno d'immagine e perdita di fiducia

Alcuni ritengono che la coltivazione di OGM potrebbe danneggiare l'immagine dell'intera produzione svizzera e mettere a repentaglio la fiducia dei consumatori (HELVETAS, zooschweiz, Prométerre, PNR, JU, PS, NE, VD, PvL, PES).