Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/129: Modifica della legge sull'ingegneria genetica (integrazione dei risultati del PNR 59 e regioni senza OGM) e ordinanza sulla coesistenza. · 37 pagine
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partecipazione di altre cerchie interessate come la popolazione, gli attori del turismo e della produzione nonché gli apicoltori (Bio Suisse, Bio ZH & SH, JULA, Kleinbauern-Vereinigung, USC, Uniterre, Gen Au, Sativa Rheinau, ACSI, FRC, StopOGM, PSA, SWISSAID, IOBC, SAG).
Essendo quasi impossibile riunire tutti i gestori in un'organizzazione, VSKP ritiene che sia necessario ridurre all'80 per cento la quota presupposta di rappresentanti dei gestori in un ente responsabile, considerandola sufficiente per tutelare gli interessi di una grande maggioranza.
TI nota che questo articolo non è praticamente applicabile in un contesto frammentato come quello svizzero; lo stesso dicasi per l'alternativa proposta all'articolo 19e capoverso 1 lettera a che comporta costi elevati e dispendio burocratico.
JU ritiene inutile che l’ente responsabile rappresenti anche gli addetti alla trasformazione di derrate alimentari, poiché le loro richieste dovrebbero già essere soddisfatte dai produttori. Potrebbero infatti crearsi situazioni in cui gli addetti alla trasformazione che desiderano prodotti geneticamente modificati impongono il proprio volere.
Articolo 19e Designazione
Capoverso 1
Anche in questo caso numerose organizzazioni richiedono che non siano i Cantoni, bensì la Confederazione a designare le “regioni senza OGM” (JULA, USDCR, USC, VSKP, IOBC). In caso contrario, commenta IOBC, è necessario che la Confederazione emani prescrizioni dettagliate per il riconoscimento e la designazione di tali regioni, altrimenti è prevedibile che a causa dei diversi regolamenti cantonali si crei insicurezza e confusione, soprattutto tra i consumatori.
Diverse associazioni in ambito scientifico richiedono lo stralcio di questo articolo poiché ritengono che la delimitazione, da parte dei Cantoni, di “regioni senza OGM” sia un'ingerenza sproporzionata nella libertà economica degli agricoltori che vorrebbero coltivare OGM. Le misure attenuanti previste al capoverso 3 sono difficilmente applicabili nella pratica e inadeguate (Gen Suisse, scienceindustries, Ask-Force).
Capoverso 1 lettera a
TI osserva che a causa della richiesta di un consenso dell'80 per cento dei gestori, probabilmente le “regioni senza OGM” risulterebbero piccole e la promozione di un paesaggio coi rispettivi prodotti sarebbe difficile a causa della conseguente frammentazione. CENU domanda perché si sia optato per una quota così alta, ovvero il consenso dell'80 per cento dei gestori, e non si sia invece scelta la maggioranza semplice del 51 per cento. AGRIDEA ritiene che nella pratica l'80 per cento sia difficile, se non addirittura impossibile, da raggiungere e propone una soglia del 65 per cento.
Capoverso 1 lettera b
SO e alcune organizzazioni contadine ritengono che l'80 per cento di cui alla lettera a sia un ostacolo sufficientemente grande alla delimitazione di “regioni senza OGM”. Per tale motivo, rifiutano che, in virtù della lettera b, debba essere provato attraverso studi e perizie che l'interesse a un'agricoltura senza OGM prevalga su quello di una produzione agricola con OGM (AGRIDEA, BBV, JULA, USDCR, USC, Suisseporcs).
Capoverso 2
TI osserva che il Cantone dovrebbe poter delimitare “regioni senza OGM” senza dover ricorrere a una struttura esterna come ad esempio un ente responsabile.