Rapporto esplicativo
Consultazione 2020/59: Ordinanza sulle disposizioni d'esecuzione concernenti la legge federale sull'adeguamento del diritto federale agli sviluppi della tecnologia di registri elettronici distribuiti · 33 pagine
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Se invece l’amministrazione del fallimento intende approvare la richiesta, la procedura è disciplinata dagli articoli 47 segg. RUF. Poiché potrebbe trattarsi di pretese senza valore patrimoniale8, in molti casi non è possibile una cessione della pretesa ai creditori ai sensi dell’articolo 260 LEF. Il nuovo articolo 54a capoverso 3 AP-RUF stabilisce pertanto che i terzi che desiderano opporsi alla concessione dell’accesso ai dati e alla loro consegna devono adire il giudice competente. In applicazione per analogia dell’articolo 48 RUF, nell’avviso di convocazione alla seconda assemblea dei creditori o in altro modo, ai creditori deve essere concesso un termine adeguato per promuovere un’azione presso il giudice competente. In questo caso l’amministrazione del fallimento non può consegnare i dati e non può concedere l’accesso a terzi prima del passaggio in giudicato della decisione del giudice. Anche per la restante procedura si fa riferimento alle disposizioni sulla rivendicazione e la restituzione dei beni criptati (art. 46–54 RUF; art. 54a cpv. 2 AP-RUF).
4.1.1.3 Altre modifiche materiali
Art. 38
L’articolo 38 RUF stabilisce che, per la durata del fallimento, gli uffici dei fallimenti possono richiedere l’esibizione o la consegna d’invii postali e di fondi provenienti da assegni postali indirizzati al fallito o da lui spediti, nonché informazioni sulle relazioni postali del fallito. La disposizione fa riferimento agli articoli 14 e 18 dell’ordinanza del 1° settembre 1967 della legge sul servizio delle poste, a sua volta basata sull’articolo 6 capoverso 4 della legge del 2 ottobre 1924 sul servizio delle poste. Sia la legge sul servizio delle poste che la relativa ordinanza sono state abrogate il 1° gennaio 19989.
Già nel 1977 il Tribunale federale aveva ritenuto che l’articolo 38 RUF costituisse un’ingerenza nel segreto postale e, di conseguenza, una grave lesione dei diritti personali del fallito10. In seguito allo stralcio senza sostituzione dell’articolo 6 capoverso 4 della legge sul servizio delle poste, l’articolo 38 RUF è l’unica base legale per l’ingerenza nel segreto postale; da allora, quindi, manca una base giuridica formale sufficiente. La dottrina considera l’articolo 38 RUF incostituzionale e le decisioni emesse in base ad esso nulle11. È inoltre significativo che il legislatore in altra sede abbia consentito la sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni soltanto con una base giuridica chiara e a condizioni severe: l’articolo 269 del Codice di procedura penale (CPP; RS 312.0) richiede, in particolare, il «grave sospetto» che sia stato commesso uno dei reati menzionati nella legge.
Mancando una base giuridica, la disposizione dell’articolo 38 RUF non può più essere mantenuta, nonostante si sia dimostrata utile nella pratica per gli uffici fallimentari. È quindi abrogata senza essere sostituita.
Art. 40 cpv. 2 lett. d
Gli adeguamenti redazionali del diritto in materia di protezione degli adulti e dei minori, in vigore dal 1° gennaio 2013, non hanno ancora trovato riscontro nel RUF. Con la presente modifica si procede a tali adeguamenti e si specifica che, nei casi in cui il fallito sia detentore dell’autorità parentale, curatore o mandatario designato con mandato precauzionale, il fallimento è notificato all’autorità di protezione dei minori e degli adulti soltanto se vi sono indizi concreti che
8 FF 2020 221, in particolare 281
9 RU 1997 2452 e 2461
10 DTF 103 III 76, 78
11 Milani Dominik/Peter J. Schmid, in: Milani Dominik/Wohlgemuth Marc (ed.), Verordnung über die Geschäftsführung der Konkursämter – Kommentar, Zurigo/San Gallo 2016, art. 38 n. 3 segg.; Iqbal Yasmin, SchKG und Verfassung – untersteht auch die Zwangsvollstreckung dem Grundrechtsschutz, Zurigo/Berna/Basilea/Ginevra 2005, pag. 198 seg., entrambi con ulteriori rinvii
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