Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/104: Iniziativa popolare «Per l'uguaglianza delle persone con disabilità (Iniziativa per l'inclusione)» e controprogetto indiretto · 38 pagine
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l’USS ritengono l’avamprogetto insufficiente, l’USI e l’USAM si pronunciano a favore di un’attuazione pragmatica e proporzionata.
L’USAM condivide l’obiettivo dell’inclusione delle persone con disabilità e, in linea di massima, sostiene l’idea di presentare un controprogetto indiretto. Sottolinea tuttavia che l’attuazione deve avvenire in modo proporzionato e pragmatico. L’associazione sostiene un approccio basato sulla collaborazione anziché sull’imposizione e si pronuncia a favore di incentivi che consentano alle imprese di impegnarsi nell’ambito delle loro possibilità. Secondo l’USAM, la nuova legge sull’inclusione dovrebbe essere concepita come uno strumento quadro che definisce obiettivi e principi generali, senza istituire diritti soggettivi o obblighi diretti per i datori di lavoro. Sottolinea infine l’importanza di una coerenza legislativa nei settori pertinenti.
L’USI accoglie con favore la promozione dell’inclusione delle persone con disabilità, ma respinge ulteriori obblighi legali per i datori di lavoro. Secondo l’associazione, gli attuali sforzi di inclusione nella legislazione pertinente dovrebbero essere coordinati in maniera coerente. Sottolinea che la protezione dalla discriminazione rimane un compito dello Stato e che i ragionevoli accomodamenti a favore dell’inclusione andrebbero disciplinati come tali nella legge quadro sull’inclusione o come misure individuali nella LAI, invece di incombere sui datori di lavoro privati.
L’USS apprezza gli sforzi compiuti per promuovere l’inclusione delle persone con disabilità, ma ritiene che l’avamprogetto sia insufficiente per raggiungere gli obiettivi dell’Iniziativa per l’inclusione. Critica la definizione di disabilità, a suo avviso troppo restrittiva, e chiede un diritto giuridico all’autonomia abitativa nonché impegni chiari da parte di Confederazione e Cantoni. Nel complesso, l’USS non ritiene che l’avamprogetto preveda miglioramenti significativi per i lavoratori con disabilità e chiede che la legge quadro sull’inclusione tenga maggiormente conto dell’ambito del lavoro.
Travail.Suisse accoglie con favore l’orientamento generale dell’avamprogetto, ma ritiene insufficienti le misure in esso previste, tra l’altro perché non tengono conto di aspetti fondamentali della vita quotidiana e si basano su una definizione troppo restrittiva di disabilità. L’associazione chiede che venga sancito il diritto all’autonomia abitativa, nonché impegni vincolanti da parte di Confederazione e Cantoni. Chiede infine un migliore accesso alle prestazioni di assistenza e sostegno necessarie e a mezzi ausiliari moderni.
3.5 Altri gruppi di interesse e privati
Tutte le organizzazioni delle persone con disabilità hanno espresso pareri negativi. Quasi tutte lamentano un’attuazione troppo lenta e insufficiente della CDPD. Viene inoltre chiaramente criticata la decisione di fondare il concetto di disabilità sull’articolo 112b capoverso 3 Cost., poiché questo escluderebbe gran parte delle persone con disabilità dal campo di applicazione della nuova legge quadro. Le organizzazioni chiedono una definizione di disabilità più ampia, eventualmente basata sulla LDis o sulla CDPD. A loro parere, l’avamprogetto è inoltre eccessivamente incentrato sulla vita in un’istituzione. In questo contesto, chiedono un trasferimento delle risorse dalle istituzioni all’assistenza domiciliare. Secondo le organizzazioni l’avamprogetto non tiene infine conto di altri importanti ambiti della vita al di fuori dell’alloggio e chiedono che venga radicalmente rivisto.
Anche l’associazione mantello Agile esprime una critica globale nei confronti dell’avamprogetto. Secondo Agile, non costituisce infatti una risposta adeguata all’Iniziativa per l’inclusione e non contiene misure concrete per una politica progressista e duratura in materia di disabilità e inclusione, come richiesto dalla CDPD. Il controprogetto indiretto non garantisce inoltre la libera scelta del luogo di residenza e della forma abitativa. Nel complesso, l’avamprogetto non offre alcun valore aggiunto significativo per le persone con disabilità.
Alzheimer Svizzera approva l’orientamento di fondo dell’avamprogetto, ma critica il fatto che il suo campo di applicazione sia limitato agli «invalidi» e chiede che venga esteso a tutte le persone con disabilità, indipendentemente dall’età e dallo status sul piano del diritto delle assicurazioni sociali. Critica inoltre l’approccio tematico restrittivo dell’avamprogetto. L’associazione chiede che, parallelamente ai