Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/104: Iniziativa popolare «Per l'uguaglianza delle persone con disabilità (Iniziativa per l'inclusione)» e controprogetto indiretto · 38 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 15Fedlex · Rapporto sui risultati

4.9 Integrazione della LIPIn

In linea di principio, i Cantoni AG, AI, AR, BE, FR, GL, NE, NW, OW, SO, VS, ZG e la CDOS sostengono l’integrazione della LIPIn nella nuova legge quadro sull’inclusione.

Il Cantone BL respinge esplicitamente questo elemento del controprogetto indiretto.

I Cantoni AG, BL, BS, NE, NW, SO, VS, ZG, la CDOS, il PLR, il PVL, Il Centro e Inclusion Handicap

ritengono che la mozione 24.3003 della CSSS-N non possa essere tolta dal ruolo, in quanto non sufficientemente adempiuta.

Il Cantone VD critica il fatto che non sia stata ripresa dalla LIPIn la garanzia della messa a disposizione di istituzioni che accolgano anche persone minori.

ARTISET/INSOS sottolineano che l’integrazione della LIPIn risulta estranea al contesto e non sufficientemente coordinata con le altre parti dell’avamprogetto.

La CDOS, l’UCS, Agile, Inclusion Handicap e la Behindertenkonferenz Kanton Bern ritengono che

l’attenzione rivolta alle istituzioni sia troppo limitata e che si debba tenere conto anche di altri fornitori di prestazioni.

Il PEV, il PVL, Agile e Inclusion Handicap ritengono che le modifiche apportate alle disposizioni della LIPIn riprese nell’avamprogetto della legge sull’inclusione siano insufficienti.

Agile e Inclusion Handicap criticano il fatto che l’integrazione della LIPIn non faccia che andare a rafforzare l’attuale logica istituzionale.

4.10 Ambito del lavoro

I pareri presentati in merito all’avamprogetto della legge sull’inclusione riguardano anche l’ambito del lavoro. I Cantoni AG, BE e VD, nonché l’USS, ARTISET/INSOS, la Fondazione Emera e Inserimento Svizzera chiedono che la tematica sia maggiormente integrata.

ARTISET/INSOS e Inserimento Svizzera chiedono che, in particolare nel settore del lavoro, venga aumentata la permeabilità delle prestazioni di sostegno. Ciò riguarda ad esempio il passaggio dal mercato del lavoro secondario a quello primario. Sono necessarie misure quali il job coaching e il supported employment. Anthrosocial aggiunge a questo proposito che la Confederazione e i Cantoni dovrebbero concentrarsi su poche formalità, sul quadro finanziario e sulla vigilanza.

GastroSuisse chiede che ai datori di lavoro venga fornito un supporto pratico per promuovere l’integrazione.

L’USAM e il Centre Patronal chiedono che le disposizioni relative al lavoro siano misure di promozione e incentivazione e non obblighi per i datori di lavoro. Richiedono inoltre il rispetto del principio di proporzionalità nel campo dell’integrazione professionale.

Travail.Suisse chiede che nella legge sull’inclusione venga inserita una disposizione contro le discriminazioni sul posto di lavoro.

L’USI e l’USAM ritengono che l’adozione di accomodamenti ragionevoli per l’inclusione sul posto di lavoro sia un compito dello Stato che non può essere trasferito ai datori di lavoro privati. Pertanto, la questione dovrebbe essere disciplinata nella legge sull’inclusione o come misura individuale nella LAI e l’articolo 3 lettera g del P-LDis dovrebbe essere soppresso.