Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/104: Iniziativa popolare «Per l'uguaglianza delle persone con disabilità (Iniziativa per l'inclusione)» e controprogetto indiretto · 38 pagine
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Il Cantone BS si esprime a favore dell’adozione dell’Iniziativa per l’inclusione. Il Cantone ZG vede nell’eventuale adozione dell’Iniziativa per l’inclusione un’opportunità per elaborare un disegno di legge largamente sostenuto.
3.2 Partiti politici
I pareri dei partiti politici divergono notevolmente nei contenuti. Tuttavia, tutti loro esprimono una critica di fondo nei confronti dell’avamprogetto della legge federale sull’inclusione delle persone con disabilità. La maggioranza dei partiti ritiene che questo non sia sufficientemente ambizioso per quanto riguarda il campo di applicazione e gli obblighi concreti che ne deriverebbero, mentre una minoranza esprime perplessità riguardo al finanziamento e alla ripartizione delle competenze.
L’UDF sostiene l’obiettivo della libera scelta della forma abitativa per le persone con disabilità e riconosce l’importanza dell’assistenza personale. Ritiene, tuttavia, che l’avamprogetto sia un’occasione mancata per migliorare in modo significativo la situazione di vita delle persone con disabilità attraverso lo sviluppo dell’assistenza personale, senza che ciò comporti significativi costi aggiuntivi. Secondo l’UDF, un potenziamento dei servizi di assistenza personale potrebbe essere compensato dai risparmi realizzati a livello delle istituzioni e dell’amministrazione e non comporterebbe quindi costi aggiuntivi rilevanti. Chiede che la Confederazione e i Cantoni siano tenuti, nell’ambito delle loro competenze, a potenziare l’assistenza personale in modo tale che le persone con disabilità possano scegliere liberamente la loro forma di alloggio senza che ciò comporti costi aggiuntivi significativi per lo Stato.
Il PEV ritiene che le disposizioni previste dall’avamprogetto della legge sull’inclusione siano insufficienti. In assenza di misure, diritti e meccanismi di attuazione concreti, le strutture presenti verrebbero ulteriormente rinforzate e si andrebbe così a compromettere una vera deistituzionalizzazione. Il PEV critica in particola le modifiche della LIPIn che, a suo parere, sono troppo marginali e continuerebbero a privilegiare la vita all’interno delle istituzioni. La mancanza di accordi tra Confederazione e Cantoni, gli elevati ostacoli amministrativi e le competenze poco chiare aggraverebbero ulteriormente la disparità di trattamento. Il PEV chiede quindi, oltre all’estensione del campo di applicazione personale a tutte le persone con disabilità, una strategia globale che dia priorità all’autonomia abitativa, imponga obblighi ai Cantoni e preveda una transizione chiara dalle soluzioni istituzionali a quelle incentrate sulla persona.
Il PLR esprime notevoli riserve nei confronti dell’avamprogetto, ma accoglie con favore la modernizzazione del quadro giuridico e sottolinea l’importanza di soluzioni concrete che consentano alle persone con disabilità di scegliere liberamente la propria condotta di vita e la propria forma di alloggio. Ritiene che l’attenzione rivolta alle soluzioni istituzionali nella LIPIn non sia più al passo con i tempi e deplora che il progetto soddisfi solo in parte le aspettative della mozione 24.3003. Il PLR ribadisce che i Cantoni devono continuare a essere responsabili delle prestazioni collettive, ma all’interno di un quadro moderno che consenta loro di sostenere sia le forme di alloggio istituzionali che quelle autonome. Il partito critica inoltre la mancanza di un piano di attuazione chiaro per i Cantoni e il ruolo poco chiaro della Confederazione. Vede infine con occhio critico gli obblighi cantonali in materia di coordinamento, pianificazione e scambio di informazioni, nonché la mancanza di chiarezza sulle conseguenze in caso di inadempimento.
Il PVL accoglie con favore l’intenzione del Consiglio federale di attuare gli obiettivi dell’Iniziativa per l’inclusione mediante un controprogetto indiretto. Ritiene, tuttavia, che il progetto non centri l’obiettivo di definire un orientamento comune per Confederazione e Cantoni in materia di inclusione. Viene criticata la mancanza di un progetto globale, nonché la definizione ristretta di disabilità orientata all’AI. È oggetto di critica anche l’attenzione eccessivamente restrittiva rivolta al tema dell’alloggio e la scarsa considerazione di altri ambiti della vita. Il PVL chiede inoltre l’affidamento di un mandato chiaro ai Cantoni affinché garantiscano la libera scelta della condotta di vita e della libertà di domicilio. Dato il contesto, il partito ritiene che la mozione 24.3003 non sia adempiuta.
I Verdi ritengono che il controprogetto indiretto del Consiglio federale non sia sufficientemente ambizioso rispetto all’Iniziativa per l’inclusione e che l’avamprogetto manchi del tutto l’obiettivo. Non consente infatti alla Svizzera di adempiere i propri obblighi derivanti dalla CDPD. Viene criticato il ristretto ambito di