Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/34: Modifica della legge federale sul diritto fondiario rurale (attuazione della mozione 22.4253 CET-S «Disgiungere il diritto fondiario rurale dalla PA22+») · 37 pagine
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Numero dell’incarto: BLW-214.5-3/11
impedire le speculazioni sulle superfici agricole. Tuttavia, i Comuni non sono attori privati, ma pubblici, il cui compito è quello di attuare le disposizioni di legge, in particolare in materia di protezione contro le piene, rivitalizzazione delle acque o protezione della natura e del paesaggio, che hanno la priorità rispetto alla perdita di superficie coltiva. Una tale restrizione sarebbe contraria all’interesse pubblico.
Altre richieste e osservazioni: Bürgergemeinde Worben, Korporation Gruonwald, Korporation Uri, FSP, VBBG e VSGOG chiedono che l’acquisto sia autorizzato, a condizione che l’acquirente sia una corporazione di diritto pubblico, un patriziato o un ente simile che abbia come scopo di preservare a lungo termine il paesaggio rurale o la ricomposizione di aziende esistenti.
5.8. Altre cerchie interessate: imprese [Art. 18 cpv. 4 LDFR] Aumento del valore d’imputazione: Wolf Advokatur propone una modifica
della disposizione. Il periodo di ammortamento è fissato a 10 o 20 anni per gli impianti e gli edifici, una durata decisamente troppo breve. Questi valori bassi svantaggiano non solo i coeredi, ma anche il coniuge superstite, qualora questi non riprenda l’azienda agricola come parte dell’eredità. Suggerisce inoltre di non disciplinare questa disposizione tecnica nella legge, bensì tramite una norma di delega da inserire nella legge, affinché venga disciplinata dal Consiglio federale mediante un’ordinanza (ODFR).
[Art. 42 cpv. 1 LDFR] Diritto di prelazione dei parenti – Oggetto e rango: Wolf Advokatur assume
una posizione critica nei confronti di questa disposizione. In linea di principio, non vi è nulla da
obiettare a un tale diritto di prelazione legale del coniuge. Tuttavia, la sua rilevanza pratica è
probabilmente limitata. Salvo pochi casi isolati, difficilmente potrà essere ottenuto un miglioramento della posizione sociale, in primo luogo delle contadine. È quindi discutibile se questo diritto di
prelazione legale risponda realmente a un’ampia esigenza nella pratica. Nel rapporto esplicativo si afferma (pag. 25) che l’esercizio del diritto di prelazione al valore di reddito non comporta alcun diritto all’utile. Questa affermazione generica è inesatta o fuorviante. Un’utile da ripartire non può essere escluso integralmente, ad esempio se l’azienda è stata precedentemente ripresa a un valore
significativamente inferiore rispetto al valore di reddito o mediante una donazione (mista). La questione del diritto alla partecipazione agli utili va valutata ai sensi dell’articolo 28 della LDFR e, nella forma assoluta in cui è rappresentata nel rapporto esplicativo a pagina 25 (in alto), non è corretta. Occorre rinunciare a un parere in merito nel messaggio all’attenzione del Parlamento.
[Art. 60 cpv. 1 lett. f LDFR] Divieto di divisione materiale e di frazionamento – Autorizzazioni
eccezionali: Wolf Advokatur ritiene che il rapporto esplicativo intenda limitare la possibilità di costituire un diritto di superficie al proprietario dell’azienda che vuole costituire un simile diritto su un fondo preso in affitto. Ciò non è però appropriato e risulta troppo restrittivo. Anche l’affittuario di un fondo, oppure il titolare di un’azienda al di sotto del limite per essere riconosciuta come azienda agricola, deve poter costituire un diritto di superficie su un fondo in affitto. Il concetto di diritto di superficie comprende anche i cosiddetti diritti di superficie non a sé stanti, ovvero i diritti di superficie che non sono
permanenti o che sono costituiti come servitù prediale. Sarebbe coerente esentare dall’obbligo di autorizzazione all’acquisto ai sensi dell’articolo 61 LDFR anche l’acquisizione di diritti di superficie. Ciò contribuirebbe anche a ridurre gli oneri amministrativi.
[Art. 60 cpv. 1 lett. j LDFR] Divieto di divisione materiale e di frazionamento – Autorizzazioni
eccezionali: Wolf Advokatur boccia la proposta nella forma attuale. Va fatto notare che in alcuni Cantoni un’azienda è già considerata tale con un fabbisogno standard di manodopera di 0,60 USM (art. 5 lett. a LDFR). Il rapporto tra la disposizione modificata e la riserva del diritto cantonale di cui all’articolo 5 lettera a LDFR non è chiarito. L’ultima frase proposta nel progetto, ovvero «L’articolo 7 capoverso 4 lettera b non è applicabile», potrebbe essere frutto di un malinteso. Si tratta infatti di stabilire se nella situazione iniziale sussista o meno un’azienda. La modifica dell’articolo 60 capoverso 1 LDFR ha come conseguenza che i titolari del diritto di prelazione e gli aventi diritto all’attribuzione secondo l’articolo 60 capoverso 2 lettera b LDFR non devono e non possono dare il proprio consenso.