Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/144: Llegge federale sulla concentrazione delle competenze in materia di sorveglianza delle imprese di revisione e delle società di audit · 32 pagine

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Gli obblighi di informazione, di messa a disposizione e di notifica valgono anche per le persone e le imprese con domicilio o sede all’estero. Se l’obbligo di informazione genera conflitti con un ordinamento giuridico estero, è possibile ricorrere all’assistenza amministrativa tra le autorità di sorveglianza dei revisori (cfr. art. 26 LSR). Questa soluzione è equiparabile alla normativa vigente negli Stati Uniti e nell’Unione Europea30.

Art. 16 cpv. 1, 1bis, 1tere cpv. 2 lett. b

Le imprese di revisione sotto sorveglianza statale vengono sottoposte almeno ogni tre anni a un controllo approfondito da parte dell’ASR. Il controllo è condotto in funzione dei rischi (art. 8 Ordinanza sulla sorveglianza ASR31). Quando vi è il sospetto di un’infrazione degli obblighi legali, l’ASR procede a un controllo (art. 16 cpv. 1 LSR). D’ora in poi ciò si applica anche alle società di audit in conformità all’articolo 9a AP-LSR.

Per quanto riguarda il rapporto tra i rischi presso le imprese sottoposte ad audit e i rispettivi costi di vigilanza, il ritmo triennale dei controlli presso le imprese di revisione sotto sorveglianza statale non risulta adeguato, se queste forniscono solo servizi di revisione ai sensi dell’articolo 9a capoverso 3 AP-LSR (vale a dire audit prudenziale degli intermediari finanziari direttamente sottoposti alla FINMA e dei rappresentanti di investimenti collettivi di capitale esteri). In queste imprese di revisione sotto sorveglianza statale deve essere effettuato un controllo accurato solo almeno ogni cinque anni (art. 16 cpv. 1bisAP-LSR). Anche in questo caso il controllo è condotto in funzione dei rischi, ossia, per quanto riguarda la portata e l’estensione dell’audit, si tiene conto del fatto che l’impresa di revisione sottoposta ad audit non verifica società con azioni quotate in borsa. La frequenza dei controlli stabilito per legge può inoltre essere prolungata dall’ASR. Ciò si rivelerebbe particolarmente opportuno se non è possibile rispettare la frequenza dei controlli per motivi legati alla disponibilità delle risorse.

La possibilità dell’ASR di scostarsi, in caso di sospetto, dai cicli regolari di controllo e di effettuare controlli ad hoc, non viene modificata a livello contenutistico dalla nuova normativa (art. 16 cpv. 1terAP-LSR, finora art. 16 cpv. 1 seconda frase LSR). Affinché la procedura di vigilanza non impegni ingenti risorse a livello di personale, l’ASR può, ai fini del controllo di imprese di revisione sotto sorveglianza statale, ricorrere a terzi (art. 20 LSR). Vengono presi in considerazione anche i revisori del settore sottoposto a vigilanza.

In base al diritto vigente, nel quadro di un’ispezione l’ASR controlla l’adempimento degli obblighi legali e l’osservanza dei principi professionali, delle regole deontologiche e, se del caso, del regolamento di quotazione (art. 16 cpv. 2 lett. d LSR). Poiché d’ora in poi l’ASR vigila anche sulle società di audit incaricate dalla FINMA quando queste svolgono revisioni presso istituti finanziari (art. 2 lett. a n. 2 e lett. c n. 2 AP-LSR), le disposizioni rilevanti a tal fine devono essere integrate e precisate. Viene esaminato il rispetto e l’adempimento di:

30 Cfr. sec. 106 (b) e (c) Sarbanes-Oxley Act of 2002 e art. 27 della Direttiva UE 2006/43/CE.

31 Ordinanza del 17 marzo 2008 dell’Autorità federale di sorveglianza dei revisori concernente la sorveglianza delle imprese di revisione (Ordinanza sulla sorveglianza ASR, OA-ASR; RS 221.302.33).