Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/47: Revisione totale della legge sul contrassegno stradale (LUSN) · 32 pagine
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Revisione della legge sul contrassegno stradale
guito utente o persona assoggettata). La tassa è legata al veicolo. Il contrassegno è considerato un valore ufficiale di bollo, che deve essere incollato sul parabrezza e tolto al termine della validità.
Punti forti
La forma di riscossione attraverso il contrassegno adesivo è una procedura semplice, che risulta ormai familiare ai conducenti dei veicoli. Due sono i suoi punti forti: l’anonimità della riscossione sotto forma di acquisto del contrassegno e la possibilità di controllare a vista il versamento con un semplice sguardo al parabrezza. Tuttavia presenta anche dei punti deboli, che vengono menzionati qui di seguito.
Distribuzione del contrassegno
La distribuzione dell’attuale contrassegno adesivo è possibile solo attraverso una costosa rete di punti di vendita. In Svizzera se ne occupano i Cantoni che, avvalendosi dell’Associazione dei servizi della circolazione (asa), hanno organizzato la vendita attraverso la Posta e il settore automobilistico (garage e aree di servizio). Al confine, la competenza per la vendita dei contrassegni spetta all’AFD. Negli uffici doganali autostradali la vendita del contrassegno adesivo è stata delegata il più possibile a personale ausiliario esterno e si è cercato anche di incentivare la distribuzione nei vicini Paesi esteri. Così facendo, il Corpo delle guardie di confine può assolvere i propri compiti originari e il traffico risulta più fluido.
Dei 10 milioni di contrassegni prodotti in totale, circa 2 milioni sono venduti all’estero, 2 milioni al confine e 6 milioni in Svizzera. L’AFD indennizza la distribuzione in Svizzera e
all’estero con il dieci per cento del prezzo del contrassegno, ossia quasi 35 milioni di franchi all’anno.
In novembre, tutti i punti di vendita devono essere prontamente riforniti con i nuovi contrassegni. In tale frangente non si possono escludere smarrimenti durante la spedizione o furti, con il conseguente rischio di perdite. Finora si è rinunciato ad assicurare il valore fiscale per via dei costi elevati di cui dovrebbe farsi carico in ogni caso la Confederazione. Un ulteriore problema è legato al timore che i contrassegni rubati possano finire sul mercato attraverso venditori non autorizzati, con un inevitabile ammanco di introiti. Ai fini del conteggio, i contrassegni rimasti invenduti al termine del periodo di tassazione devono essere resi dai punti di vendita all’AFD. La quantità resa di contrassegni va poi controllata. Le procedure di consegna e reso comportano un ingente carico di lavoro per la logistica.
Corso del cambio
L’AFD stabilisce il prezzo del contrassegno all’estero mediante i contratti con i punti di vendita esteri; ciononostante, per mancanza di possibilità sanzionatorie, non vi è modo di impedire che singoli punti di vendita esteri maggiorino il prezzo del contrassegno anche di oltre il dieci per cento.
Mancanza di flessibilità per la struttura tariffaria
Per gli utenti saltuari, come i detentori di veicoli con targhe trasferibili, rimorchi e motoveicoli, sono state ripetutamente chieste delle eccezioni. Gli interessati si sentono infatti penalizzati dal dover acquistare un contrassegno separato per ciascun veicolo o rimorchio. Con il sistema attuale, che prevede una tassa forfettaria pagata con l’acquisto del contrassegno adesivo, si potrebbe offrire una struttura tariffaria commisurata alla tipologia di utente solo a fronte di un ulteriore incremento del carico di lavoro (spese di stampa, logistica, controllo).
Il Consiglio federale ha più volte preso posizione in merito alla tematica delle targhe trasferibili e dei contrassegni autostradali legati alla targa, ad esempio nel messaggio del 18 gennaio 20124 sull’adeguamento del decreto federale concernente la rete delle strade nazionali
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