Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/47: Revisione totale della legge sul contrassegno stradale (LUSN) · 32 pagine
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Revisione della legge sul contrassegno stradale
e sul suo finanziamento e nelle risposte a vari interventi parlamentari (mozione Lehmann 13.3219 «Contrassegno autostradale. Targhe trasferibili, rimorchi e motociclette» del
31 marzo 2013 o interpellanza Quadri 12.3434 «Vignette autostradali e targhe trasferibili.
Correggere una distorsione» del 5 giugno 2012). Il Consiglio federale ha esplicitamente fatto notare come nel prossimo futuro intenda effettuare un cambio del sistema, sostituendo l’odierno contrassegno adesivo con uno in formato elettronico (contrassegno elettronico).
L’intenzione del Consiglio federale è stata a suo tempo accolta favorevolmente dalla maggior parte dei partecipanti alla consultazione.
Con il contrassegno elettronico, considerato il livello tecnico attuale, la tassa sarebbe legata alla targa di controllo. In tal modo verrebbe risolta la problematica delle targhe trasferibili e, in linea di massima, si potrebbe adottare una struttura tariffaria commisurata alla tipologia di utente.
Abusi
Alcuni detentori di veicoli esteri ritengono ingiusta la tassa annua, soprattutto se utilizzano l’autostrada solo per un breve tratto o per poco tempo. Inoltre, non comprendono per quale motivo il contrassegno acquistato per un solo viaggio attraverso la Svizzera non possa essere riutilizzato per un altro veicolo. I contrassegni usati vengono spesso dati a conoscenti oppure venduti attraverso Internet o annunci pubblicitari, ma questo «traffico» è difficile da contrastare5. Ogni giorno le varie piattaforme di vendita offrono, oltre a quelli inutilizzati, anche contrassegni che sono stati visibilmente tolti dal supporto e quindi già annullati. Chi applica un contrassegno usato su un altro veicolo, si rende colpevole della falsificazione di un valore ufficiale di bollo ai sensi dell’articolo 245 del Codice penale6 (CP). Tali procedure sono all’origine di un carico di lavoro smisurato.
Nel 2003 è emerso da ampi rilevamenti che quasi il cinque per cento degli oltre 46 000 veicoli controllati non era provvisto di contrassegno. Un altro cinque per cento circa circolava abusivamente con un contrassegno riutilizzato. Trasferire il contrassegno da un veicolo all’altro è relativamente facile, ma risulta piuttosto difficile scoprirlo durante i controlli. Nel 2003, la percentuale di abusi si attestava intorno al dieci per cento. Dai rilevamenti svolti nel 2006 (controllo di oltre 61 000 veicoli) emerge una diminuzione della quantità di abusi, stimati indicativamente tra il cinque e il sei per cento. Un nuovo controllo a campione effettuato nell’autunno 2016 (su 17 000 veicoli) evidenzia una percentuale di abusi dal quattro al cinque per cento, che corrisponde a una diminuzione degli introiti nell’ordine di 13–17 milioni di franchi. Il lieve calo è riconducibile principalmente a due fattori: il raddoppiamento della multa, che nel 2012 è stata portata a 200 franchi, e l’opera di sensibilizzazione del settore automobilistico riguardo al fatto che, al cambio del parabrezza, va applicato un nuovo contrassegno.
Controlli
I controlli sono di pertinenza della polizia in Svizzera e dell’AFD al confine. La constatazione di una violazione dell’obbligo del contrassegno, tuttavia, può avvenire solo nel traffico stazionario e direttamente sulla rete stradale assoggettata alla tassa. I controlli sono dunque possibili unicamente presso gli uffici doganali autostradali, le aree di servizio e i raccordi autostradali. Il rischio di essere controllati al confine e in Svizzera è relativamente basso in quanto le ispezioni possono essere effettuate solo a campione. La prevista intensificazione dei controlli presso gli uffici doganali autostradali mediante la delega di questo compito a terzi non ha ancora potuto far sentire i propri effetti, poiché la procedura di assegnazione ha dovuto essere interrotta e riavviata nel 2016.
5Nel messaggio del 30 gennaio 2008 concernente la legge sul contrassegno stradale (FF 2008 1151), il Consiglio federale partiva dal presupposto di poter ridurre il traffico di contrassegni venduti via Internet. Oggi, le risorse necessarie non sono più disponibili.