Rapporto esplicativo
Consultazione 2019/38: Modifica della legge sulla protezione dell'ambiente (misure contro le specie esotiche invasive) · 30 pagine
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Per questo motivo, malgrado ingenti spese di lotta si registrano solo lievi diminuzioni degli effettivi o casi di ricolonizzazione da parte di effettivi provenienti da territori confinanti.
Il progetto consente di combattere gli organismi alloctoni invasivi in modo più precoce, sistematico, coordinato e completo nonché con un impiego di mezzi più massiccio. Secondo la VOBU, in genere a breve termine sono da mettere in conto maggiori spese di lotta. La flessione delle spese di lotta a lungo termine consentita dal progetto supera tuttavia l’aumento delle spese di lotta a breve termine conseguenti alle modifiche della legge. La maggior parte delle specie alloctone invasive si trova infatti in fase di diffusione e la lotta precoce contro singoli effettivi comporta un onere e costi inferiori rispetto alla necessità di contenere numerosi grandi effettivi e controllarne la diffusione in futuro. In assenza di misure, le spese di lotta e i danni continueranno ad aumentare, fino al momento in cui non sarà più possibile contenere le specie, il che oltre a ingenti costi economici potrebbe provocare anche danni ecologici irreversibili (danni alla biodiversità). Ciò vale in particolare per le misure contro le specie della classe D1.
Il principio a cascata garantisce che le specie alloctone invasive siano combattute solo con misure proporzionate. A ciò si aggiunge il fatto che il progetto consente una procedura armonizzata, coordinata e sistematica da parte dei Cantoni sotto la direzione della Confederazione.
Nel complesso, dal punto di vista dell’economia nazionale il progetto risulta adeguato: riduce il rischio di gravi danni incalcolabili provocati da organismi alloctoni invasivi a lungo termine e garantisce l’impiego efficiente dei mezzi.
3.4.3 Ripercussioni per le imprese, le economie domestiche e gli istituti di ricerca
Sul fronte delle imprese e delle economie domestiche, gli adeguamenti della legge interessano soprattutto i detentori pubblici e privati di fondi, impianti e oggetti, a causa dell’obbligo di manutenzione previsto per determinate specie della classe D2 e per tutte le specie della classe C: spetta infatti ai detentori impedire a tali specie di diffondersi ulteriormente e infestare le superfici confinanti, ad esempio bloccando la dispersione delle sementi delle piante (cfr. art. 29fbiscpv. 2 sopra).
L’obbligo di manutenzione comporterà in particolare l’aumento dell’onere per i detentori di fondi e superfici che finora sono stati trascurati (aree industriali dismesse, particelle di terreno edificabile non edificate, piazzali, grandi giardini ecc.). In una prima fase è presumibile un onere medio di circa 25 milioni di franchi all’anno, mentre negli anni successivi, in caso di attuazione riuscita dell’obbligo di manutenzione, il costo totale dovrebbe progressivamente diminuire. Occorre precisare che le misure previste dall’obbligo di manutenzione sono costituite da lavori semplici, ad esempio sfalcio, diserbatura, estirpatura, dissotterramento eccetera, che non provocano costi eccessivi e che prima o poi – ad esempio in caso di cambiamento di utilizzazione, vendita o edificazione – andrebbero in gran parte comunque effettuati e quindi non rappresentano un onere sproporzionato per i detentori interessati.
Anche le basi scientifiche per le misure di lotta e di prevenzione nonché per le analisi dei rischi comporteranno un onere supplementare.
3.5 Ripercussioni per la società
L’obiettivo principale del progetto è prevenire i pericoli rappresentati dagli organismi alloctoni invasivi per l’uomo, l’ambiente e la biodiversità, il che comporta notevoli vantaggi per la società: gli organismi alloctoni invasivi possono infatti causare problemi di salute all’uomo nonché danni economici ingenti all’agricoltura e all’economia forestale o su edifici e infrastrutture, ad esempio a causa delle perdite di resa subite o dei costi aggiuntivi legati alla manutenzione di impianti ferroviari, strade, opere di protezione e rive.
Anche la prevenzione dei pericoli per la biodiversità, compresi i servizi ecosistemici, è un vantaggio per la società. Come rilevato nella Strategia Biodiversità Svizzera77, adottata dal Consiglio federale il 25 aprile 2012, la salvaguardia e la promozione della biodiversità assumono un valore importante nella società per ragioni sia etiche sia economiche. Un altro vantaggio sociale ed economico è costituito dalla prevenzione dell’impoverimento paesaggistico causato dalla diffusione indisturbata di organismi alloctoni invasivi.
77 FF 2012 6482