Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/61: Modifica della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile, la legge sul servizio civile e la legge militare · 29 pagine

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non potrà dare seguito alla chiamata in servizio in caso d’evento per malattia, soggiorno all’estero o altri motivi.

L’effettivo reale corrisponde ai militi della protezione civile effettivamente incorporati in un’organizzazione di protezione civile (OPC) e disponibili in caso d’evento. È composto dall’effettivo d’impiego, dai militi neo incorporati e da una parte dei militi incorporati nella riserva di personale. L’effettivo d’impiego comprende militi istruiti e pronti all’impiego, che sono incorporati in un’OPC e possono essere chiamati in servizio. I militi neo reclutati devono assolvere un’istruzione di base prima di poter essere convocati in caso d’evento. Di regola, anche le persone incorporate nella riserva di personale devono dapprima essere istruite. Nel caso ideale, l’effettivo reale è pari all’effettivo regolamentare. L’attuale effettivo reale conta circa 68 000 militi della protezione civile ed è quindi già inferiore a quello regolamentare (effettivo necessario).

Considerato che l’obbligo di prestare servizio dura 14 anni, per mantenere l’effettivo regolamentare di 72 000 militi della protezione civile si dovrebbero reclutare circa 5200 persone all’anno. Questo numero non viene più raggiunto dal 2017 e continua a diminuire. Mentre nel 2011 sono state reclutate 8350 persone nella protezione civile, nel 2021 ne sono state reclutate solo 3523. Questo calo è parallelo alla diminuzione del totale dei coscritti, passato da circa 40 500 nel 2010 a circa 31 200 nel 2021, ed è dovuto principalmente alla situazione demografica. Al contempo, nello stesso periodo il tasso di reclutamento delle persone idonee al servizio militare è però aumentato (+6,4%), mentre quello delle persone idonee al servizio di protezione civile è diminuito (-7,4%). Se si considerano solo i coscritti idonei al servizio militare o al servizio di protezione civile, la percentuale delle persone idonee al servizio militare è addirittura aumentata dell’8,9%, mentre quella delle persone idonee al servizio di protezione civile è diminuita della stessa percentuale. Questo sviluppo è probabilmente da ricondurre anche al fatto che l’esercito ha adattato i suoi criteri per l’idoneità nel 2015 e introdotto l’idoneità differenziata. Di conseguenza, molti coscritti che sarebbero stati inabili al servizio militare ma idonei al servizio di protezione civile sono ora idonei al servizio militare e non possono quindi essere reclutati per la protezione civile. Mentre l’esercito dispone attualmente di effettivi sufficienti per adempiere il suo mandato, ciò non è ormai più il caso per la protezione civile.5

Sulla base dell’effettivo reale del 2021, del numero di reclutamenti annuali previsti (circa 3000 all’anno) e del numero dei proscioglimenti, per il 2030 risulterebbe un effettivo reale di soli 51 000 militi6.

Conseguenze

La situazione di minaccia e di pericolo rilevante per la protezione della popolazione descritta nei rapporti sulla politica di sicurezza 20107, 20168 e 20219 non è sostanzialmente cambiata, ma in alcuni ambiti si è addirittura accentuata. Secondo il Consiglio federale, le penurie energetiche, i blackout, le pandemie, i terremoti e gli eventi estremi dovuti ai cambiamenti climatici si annoverano ancora tra i maggiori rischi di catastrofi e situazioni d’emergenza. La pandemia di COVID-19 e la guerra in Ucraina con i suoi numerosi profughi hanno chiaramente dimostrato che tali minacce possono

5 Rapporto «Apporto di personale in seno all’esercito e alla protezione civile; parte 1: analisi e provvedimenti a breve e medio termine» del 30.6.2021, FF 2021 1555, pag. 7; cit. rapporto sull’apporto (parte 1)

6 Rapporto sull’apporto (parte 1), pag. 33

7 FF 2010 5133

8 FF 2016 7763

9 FF 2021 2895