Rapporto esplicativo
Consultazione 2022/61: Modifica della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile, la legge sul servizio civile e la legge militare · 29 pagine
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verificarsi in qualsiasi momento e in breve tempo. In entrambi i casi, il Consiglio federale ha chiamato in servizio la protezione civile per sostenere i Cantoni e altri enti federali. Per la gestione della pandemia di COVID-19, la protezione civile ha prestato quasi 560 000 giorni di servizio.
Da questo contesto si deduce che in futuro la protezione civile dovrà fare i conti con più impieghi ed esigenze crescenti. Si tratta, da un lato, di impieghi a breve termine, per esempio in seguito a eventi naturali come tempeste o inondazioni. In questi casi deve essere possibile chiamare in servizio un numero sufficiente di militi della protezione civile in modo rapido e vincolante. Dall’altro è fondamentale anche la capacità di resistenza della protezione civile in situazioni d’emergenza di lunga durata come una pandemia, una penuria energetica o un conflitto armato. In questi casi deve essere disponibile un numero sufficiente di militi per poter coprire ulteriori eventi a breve termine, mandati di prestazioni cantonali e aiuti intercantonali.
Una riduzione dell’effettivo regolamentare comporterebbe inevitabilmente una contrazione delle prestazioni a medio termine. A seconda della portata dell’evento, potrebbe non essere più possibile fornire sufficiente sostegno agli organi di condotta cantonali e regionali o il supporto e l’assistenza necessari alla popolazione colpita. Inoltre, la capacità di prestazione potrebbe non essere più interamente garantita in caso di impieghi che richiedono molto personale, ad esempio lavori di ripristino dopo una catastrofe. Per impieghi di lunga durata, come quello durante la pandemia di COVID-19, la capacità di resistenza della protezione civile verrebbe fortemente ridotta.
Per contrastare questa riduzione delle prestazioni, è necessario mantenere l’effettivo regolamentare della protezione civile di 72 000 militi.
Servizio civile
Al servizio civile vengono ammessi i coscritti al servizio militare che non possono conciliare il servizio militare con la loro coscienza e che al momento dell’ammissione sono idonei al servizio militare. Il servizio civile interviene nei settori in cui le risorse per adempiere importanti compiti della comunità mancano o sono insufficienti (art. 2 cpv. 1 LSC). È attivo nei seguenti settori: sanità, servizi sociali, scuola, conservazione dei beni culturali, protezione dell’ambiente e della natura, agricoltura, cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario, prevenzione e aiuto in caso di catastrofi e situazioni d’emergenza nonché rigenerazione dopo simili eventi (art. 4 cpv. 1 LSC).
A differenza dell’esercito e della protezione civile, per la sua finalità costituzionale il servizio civile non ha un effettivo predefinito poiché la reale evoluzione delle ammissioni e la loro tempistica non possono essere né pianificate né pilotate. Dopo la sua introduzione nel 1996, le ammissioni sono aumentate moderatamente. Dopo l’introduzione, il 1° aprile 2009, della prova dell’atto al posto della commissione d’ammissione (il cosiddetto «esame di coscienza»), il numero di ammissioni è inizialmente aumentato in modo marcato. Negli ultimi anni si è assestato intorno alle 6000 persone all’anno. Alla fine del 2021, i civilisti erano 55 095, di cui il 53% (29 369) aveva prestato tutti i giorni di servizio10.
10 Rapporto annuale 2021 CIVI (https://2021.zivi-jahresbericht.ch/it)