Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/7: Modifiche di ordinanze a seguito del recepimento del Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE · 34 pagine
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4.4. Modifiche di ordinanze a seguito del decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero il regolamento sugli accertamenti
4.4.1. Approvazione
I Cantoni che hanno espresso il proprio parere in merito alle modifiche di ordinanza relative al regolamento sugli accertamenti e CCPCS sostengono in linea di principio le modifiche proposte e, nella maggior parte dei casi, rimandano alle loro precedenti prese di posizione relative agli adeguamenti legislativi. Diversi Cantoni (tra cui SG, SO, TI e UR) sostengono l’opzione secondo cui la Confederazione mette a disposizione dei Cantoni un modulo per gli accertamenti standardizzato. Per quanto riguarda i controlli dello stato di salute, CCPCS, LU e SO si aspettano che la SEM s’impegni a livello dell’UE per un’attuazione praticabile, in linea con quanto indicato nei commenti. Diversi Cantoni (tra cui BE, TG e TI) sono favorevoli all’attuazione del controllo dello stato di salute a livello di direttiva e chiedono che i Cantoni vengano coinvolti nella sua elaborazione.
ACNUR esprime un giudizio sostanzialmente positivo sulle modifiche di ordinanze relative al regolamento sugli accertamenti e vi vede anche l’opportunità di individuare tempestivamente le persone con esigenze particolari o apolidi. Le modifiche di ordinanze previste sono accolte con favore dalla maggioranza, ma si ritiene che siano ancora necessarie alcune integrazioni per quanto riguarda il controllo dello stato di salute e della vulnerabilità.
4.4.2. Critica e rifiuto
Diversi Cantoni, tra cui AG, BE, BL, SG, SO e VD, sottolineano l’aumento del carico di lavoro che i nuovi compiti previsti dagli accertamenti comportano e, in alcuni casi, chiedono che la Confederazione si faccia carico dei costi aggiuntivi che ne derivano (tra gli altri, SG e VD). Il Cantone GE critica la disposizione secondo cui, in caso di avvio di un procedimento penale, in particolare di un procedimento ai sensi dell’articolo 115 della legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI; RS 142.20), non deve essere avviata alcuna procedura di accertamento (così anche AsyLex).
PS e altri partecipanti alla consultazione (tra cui AsyLex, OSAR e CRS) chiedono che le modalità relative ai controlli dello stato di salute e della vulnerabilità siano disciplinate a livello di ordinanza e non a livello di direttiva.
I VERDI, PS e diverse organizzazioni (tra cui AvenirSocial, J+P, CAR, GDS e CFM) chiedono che le disposizioni dell’ordinanza siano integrate in modo tale che alla persona interessata non derivi alcun svantaggio in un procedimento successivo a causa delle sue osservazioni correttive riportate nel modulo per gli accertamenti. CRS richiede inoltre che le disposizioni relative al contenuto del modulo del regolamento sugli accertamenti siano riportate integralmente a livello di ordinanza.
AsyLex, CAR, GDS, NoGEAS, ODAGE, Pikett Asyl e ODAS chiedono di rinunciare alla
proposta di ridurre a 24 ore il termine di notifica a un CFA. Inoltre, secondo PS (così come, tra gli altri, FP, Plateforme Traite, OSAR, CRS e SCCA), a livello di ordinanza si dovrebbe precisare che, di norma, una persona interessata venga assegnata al centro più vicino all’interno della regione d’asilo e che, in tale contesto, si tenga conto della presenza di familiari in Svizzera e di eventuali esigenze particolari.
I VERDI e PS (come anche, tra gli altri, NoGEAS, Pikett Asyl, Plateforme Traite, ODAS e
OSAR) chiedono che, in caso di difficoltà linguistiche, vengano stanziati fondi supplementari per garantire che le persone interessate ricevano le informazioni necessarie relative alla