Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/7: Modifiche di ordinanze a seguito del recepimento del Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE · 34 pagine

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I VERDI, PS, AsyLex, AvenirSocial, Ethique et société, J+P, CAR, GDS, CFM, FIZ, FPAZH, EPER, FP, NoGEAS, Pikett Asyl, Plateforme Traite, ODAS, OSAR, Sosf e SCCA chiedono

che a livello di ordinanza venga precisato che le correzioni nel modulo per gli accertamenti devono essere consentite senza che ciò comporti svantaggi in un’eventuale procedura d’asilo.

CRS richiede che il contenuto del modulo per gli accertamenti sia riportato integralmente a livello di ordinanza. ODAGE desidera che sia la persona interessata sia il suo rappresentante legale siano informati sul contenuto del modulo per gli accertamenti e che entrambi possano apportare correzioni.

5.3.3. Assegnazione / accompagnamento a un centro della Confederazione

Per AG non è chiaro se l’accompagnamento a un CFA debba essere effettuato dalla polizia, quali misure restrittive della libertà siano ammesse in tale contesto, come debba essere interpretata la formulazione «al momento del rintraccio» e se sia sufficiente una dichiarazione verbale dell’intenzione di chiedere asilo. AG propone inoltre di precisare l’articolo 68c, capoverso 3 AP-OEV come segue: «…gli stranieri che presentano una domanda d’asilo durante la procedura di accertamento …».

PS, AvenirSocial, FPAZH, Ethique et société, J+P, FIZ, FP, Plateforme Traite, OSAR, CRS

e SCCA chiedono che, come indicato nel rapporto esplicativo, nell’OAsi 1 sia esplicitamente stabilito che la persona in questione sia assegnata di norma al CFA più vicino della regione d’asilo e che, in sede di assegnazione, si tenga conto anche della presenza di familiari in Svizzera e di esigenze particolari.

AsyLex, CAR, GDS, NoGEAS, ODAGE, Pikett Asyl e ODAS ritengono che la riduzione del

termine di notifica di cui all’articolo 8 capoverso 2 AP-OAsi 1 sia sproporzionata. Tale termine comporta una notevole riduzione, in particolare nei fine settimana o nei giorni festivi, oppure risulta irrealizzabile a causa degli orari di chiusura di alcuni alloggi e della loro posizione geografica isolata. Inoltre, tale riduzione dei termini non è prevista dal Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE.

5.3.4. Controllo dello stato di salute / della vulnerabilità

LU, SO e CCPCS si aspettano che la SEM si impegni, nel quadro dei colloqui all’interno dell’UE sull’attuazione del regolamento sugli accertamenti, a favore di un’attuazione praticabile del controllo dello stato di salute. Secondo CCPCS, l’obiettivo deve essere quello di rendere obbligatorio il controllo dello stato di salute solo se la persona è palesemente malata o richiede assistenza medica. BE e TG sottolineano che i Cantoni devono essere obbligatoriamente coinvolti nell’elaborazione delle direttive relative ai controlli dello stato di salute.

PS, AsyLex, AvenirSocial, CAR, GDS, FIZ, EPER, Ethique et société, J+P, FP, Pikett Asyl,

Plateforme Traite, ODAS, OSAR, CRS, ACNUR e SCCA, chiedono che le modalità dei controlli dello stato di salute e della vulnerabilità siano definite in modo chiaro e trasparente a livello di ordinanza. In particolare, occorre definire le misure da adottare qualora venga accertata la necessità di un trattamento o una vulnerabilità. AvenirSocial e CRS propongono che le buone pratiche e le linee guida esistenti per l’identificazione delle vulnerabilità fungano da base per l’esecuzione di controlli della vulnerabilità nell’ambito degli accertamenti. CRS propone un nuovo articolo 68g AP-OEV che definisca le competenze e le modalità del controllo dello stato di salute, nonché un nuovo articolo 68h AP-OEV che disciplini le competenze e le modalità del controllo della vulnerabilità. Secondo CRS, le disposizioni in materia di controllo della vulnerabilità dovrebbero comprendere almeno i seguenti punti: formazione adeguata, rispetto dell’interesse superiore del minore, ricorso sistematico a interpreti interculturali, garanzia di un sostegno minimo alle persone coinvolte e rinvio sicuro verso gli enti competenti.