Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/7: Modifiche di ordinanze a seguito del recepimento del Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE · 34 pagine

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Diritti delle persone interessate

Per CFM, I VERDI, CAR, JDS, NoGEAS, FPAZH, Pikett Asyl, ODAS e Sosf resta da chiarire

se il diritto d’accesso, rettifica, integrazione e cancellazione dei dati possa essere effettivamente esercitato, in particolare dai minori. A questo proposito occorre tenere conto del fatto che gli aventi diritto non provengono dalla Svizzera e spesso non conoscono l’ordinamento giuridico locale. Rimane inoltre poco chiaro se le persone interessate vengano informate anche nel caso in cui, durante le consultazioni automatizzate della banca dati, siano stati rilevati risultati che le riguardano, ovvero se i loro dati siano stati consultati e/o trattati.

Le informazioni devono essere fornite in modo comprensibile anche per i non addetti ai lavori e in una lingua che le persone interessate possano comprendere. Andrebbe inoltre istituita una procedura che consenta alle persone che hanno lasciato lo spazio Schengen di continuare a richiedere l’effettivo accesso ai dati e la loro rettifica.

CFM, I VERDI, CAR, JDS, NoGEAS, FPAZH, Pikett Asyl, ODAS e Sosf fanno inoltre notare

che nel rapporto esplicativo si menziona che, in occasione delle registrazioni in Eurodac, vengono utilizzate le informazioni disponibili nel SIMIC o in eRetour. Anche in questo ambito si propone di adottare un approccio basato sulla riduzione al minimo dei dati e si raccomanda di definire chiaramente i relativi processi, di registrare e motivare ogni riutilizzo, nonché di consentire alle persone interessate di verificare e opporsi a eventuali consultazioni non pertinenti.

Ampliamento della raccolta dei dati

I VERDI, PS, CAR, J+P, Ethique et société, JDS, Pikett Asyl, Plateforme Traite, OSAR,

FPAZH, FP, ODAS e Sosf criticano il notevole ampliamento della raccolta dei dati. Le persone migranti verrebbero generalmente considerate un rischio per la sicurezza e una fonte di pericolo.

In futuro, Eurodac registrerebbe nuove categorie di persone. L’età minima per la registrazione verrebbe abbassata da quattordici a sei anni; inoltre, per la prima volta, numerosi dati personali sarebbero conservati fino a dieci anni. Oltre alle impronte digitali, in futuro verrebbero acquisite anche le immagini del volto. Tutte queste misure costituirebbero potenziali gravi violazioni dei diritti fondamentali, in particolare dei diritti dei minori, e minaccerebbero il diritto alla protezione dei dati e alla vita privata (art. 8 CEDU, art. 13 Cost.).

AsyLex auspica che la raccolta e la conservazione dei dati siano rigorosamente limitate allo stretto necessario per adempiere allo scopo effettivo del regolamento e ridurre al minimo le intrusioni nella sfera privata delle persone interessate.

Durata di conservazione

AsyLex chiede che la durata di conservazione prevista dall’articolo 1l OAsi 3 vengano ridotti (a un livello ragionevole). Un periodo di conservazione fino a dieci anni, visto che non si tratta di indagini relative a reati, non può essere considerato proporzionato, soprattutto alla luce del diritto all’autodeterminazione informativa sancito dall’articolo 8 CEDU.

Direttive per l’inserimento dei dati

Per LU è importante che le norme in materia di protezione dei dati vengano rigorosamente rispettate nel trattamento di informazioni particolarmente sensibili, in particolare nel settore dei dati sanitari e biometrici. Dal punto di vista delle autorità di esecuzione cantonali, è fondamentale disporre di direttive uniformi e praticabili in materia di accesso ai dati e di loro trasmissione.