Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/43: Ulteriore sviluppo della politica agricola (Politica agricola 2011) · 38 pagine

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Consultazione PA 2011 Pagina 10

supplemento versato sul latte trasformato in formaggio, passando dai 10 centesimi previsti a 15 centesimi e, in parte, a 18 centesimi.

Il PS, il PPD e il PES sostengono espressamente l’orientamento nel settore del latte, mentre per il PLR i tempi previsti per la ristrutturazione sono eccessivamente lunghi.

Alcune organizzazioni nazionali, come l’USC, AGORA, Uniterre o i PSL e altre federazioni lattiere, non sono soddisfatte delle proposte fatte oppure le rifiutano. La soppressione troppo radicale del sostegno del mercato unitamente a una maggiore apertura del mercato accentuerebbe lo squilibrio esistente tra l’indennizzo delle prestazioni fornite a livello di produzione e di cura e non sarebbe nemmeno giustificata da impegni assunti a livello internazionale. La produzione di latte come attività principale sarebbe priva di prospettive. Senza che ve ne sia la necessità, provvedimenti di stabilizzazione del mercato, di sostegno ai redditi e di tutela di posti di lavoro verrebbero abbandonati.

Per le aziende di trasformazione artigianale del latte (Fromarte), l’equilibrio tra la linea gialla (formaggio) e la linea bianca (prodotti di latteria) è alterato, poiché la protezione alla frontiera verrebbe soppressa soltanto per il formaggio, con conseguente discriminazione dei produttori di formaggio. A questo proposito sarebbe necessaria una valutazione trasparente di tutti i futuri strumenti della politica lattiera: in tale ambito non si dovrebbe più prevedere l’obbligatorietà generale dei relativi provvedimenti. Le organizzazioni del settore lattierocaseario sostengono in linea di massima il trasferimento dei mezzi finanziari, ma prevedono anche un periodo più lungo per realizzarla. Esse si esprimono in favore di un mantenimento dei supplementi, di durata indeterminata, al livello più alto possibile. A loro parere è importante garantire un’offerta di latte stabile e concorrenziale e di conseguenza dimostrare concretamente di aderire a un’agricoltura produttiva (AIL, BOM, BAER AG). Nello stesso senso si esprimono anche le principali imprese di produzione del latte. I due grandi distributori, Coop e Migros, si oppongono unicamente alla vendita all’asta dei contingenti per l’importazione di burro e di latte in polvere, poiché ciò comporterebbe un aumento dei prezzi, alimentando soltanto le casse federali.

Produzione animale

Il Cantone di Lucerna è contrario a un allentamento degli attuali effettivi massimi. I Cantoni BL, BS, GE, JU, NE, NW, OW e SZ approvano l’attuale legislazione in materia di ripartizione dei contingenti doganali di carne. Per poter analizzare in modo più preciso gli effetti della vendita all’asta dei contingenti doganali di carne, i Cantoni romandi GE, JU e NE chiedono che l’UFAG osservi attentamente i prezzi alla produzione e al consumo. Oltre al 10 per cento della carne di manzo e di pecora, occorre d’ora in poi assegnare anche il 20 per cento del contingente d’importazione della carne di cavallo secondo una prestazione all’interno del Paese. I Cantoni BE, BL, BS, FR, JU, NE, SO e VS auspicano questa regolamentazione particolare, poiché si attendono da essa un effetto positivo sul prezzo alla produzione. La sostituzione del sistema dei contingenti doganali con un sistema a dazio unico per la carne è rifiutato da tutti i Cantoni. Praticamente tutti i Cantoni, ad eccezione di GR e VD, sostengono le disposizioni proposte, nettamente più incisive, in favore di mercati pubblici sorvegliati e in particolare il numero minimo di 50 animali richiesto per il sostegno finanziario da parte della Confederazione. Il Cantone dei Grigioni è favorevole a un limite di 40 animali, mentre il Cantone di Vaud propone un limite decisamente inferiore rispetto ai 50 animali in questione. Nessuna opposizione ha suscitato la prevista riduzione dei fondi