Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/43: Ulteriore sviluppo della politica agricola (Politica agricola 2011) · 38 pagine
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Consultazione PA 2011 Pagina 9
organizzazioni, fra le quali vi sono pure rappresentanti dei consumatori, esigono che la riduzione dei prezzi alla produzione venga trasferita ai consumatori e che i livelli situati a valle debbano dare il loro contributo alla riduzione dei costi. 16 organizzazioni (attive in particolare tra le cerchie della produzione) pretendono esplicitamente ulteriori possibilità d’intervento oltre all’attuale compito di vigilanza. Se ciò non dovesse essere possibile, la Commissione federale del consumo sarebbe favorevole all’intervento della Sezione Osservazione del mercato (UFAG).
24 organizzazioni, che rappresentano soprattutto gli ambienti contadini, intendono coinvolgere un numero ancora maggiore di livelli commerciali nell’osservazione dei margini dei prezzi. Quattro organizzazioni, tra cui la FPC, desiderano sapere se viene analizzata la situazione della concorrenza nei livelli a valle. L’USC e 26 altre organizzazioni chiedono che l’articolo 27 sia formulato utilizzando il verbo “deve“.
La Coop (compreso il Bell) e l’USM sono favorevoli allo stralcio dell’articolo 27.
Economia lattiera
Nei diversi pareri non sono state proposte alternative all’idea del trasferimento graduale dei mezzi finanziari destinati al sostegno del mercato a favore di un contributo UBGFG da versare a tutti i detentori di vacche. Tuttavia viene attribuita una notevole importanza all’esistenza di condizioni quadro statali neutre dal profilo della concorrenza per il latte di caseificio e il latte di latteria. Benché l’orientamento proposto per la futura politica lattiera non incontri un’opposizione di principio, assai veementi sono le critiche espresse dalle cerchie vicine all’agricoltura in merito all’entità e alla successione cronologica della soppressione delle misure di sostegno. Le stesse riserve, pur se formulate in modi e toni differenti, scaturiscono anche dalla maggior parte degli altri pareri. In generale si tende a rifiutare, ritenendola inutile, la pressione supplementare delle riforme sull’agricoltura e sull’economia lattiera esercitata da impegni internazionali che non si sono ancora concretizzati. In particolare viene visto con favore il mantenimento del supplemento versato sul latte trasformato in formaggio, anche se a un livello nettamente superiore a quello previsto. Nella maggioranza dei pareri espressi, prevalentemente dagli ambienti contadini, si manifesta incomprensione per l’intenzione di indennizzare i costi supplementari del latte prodotto da animali ai quali non sono stati somministrati mangimi insilati attraverso il mercato, anziché con fondi pubblici. Un numero relativamente elevato di persone del settore lattiero-caseario che hanno partecipato alla consultazione esige inoltre che gli strumenti impiegati finora per sostenere i prezzi, cioè gli aiuti indigeni e gli aiuti all’esportazione, vengano mantenuti a tempo indeterminato o soltanto finché esisterà una base legale di diritto internazionale in materia. Specialmente le organizzazioni contadine rammentano a tale proposito gli effetti positivi sul prezzo del latte e quindi sul reddito dei produttori di latte.
Diversi Cantoni con una quota significativa di persone attive nel settore primario (BE, TG, VD, FR, VS, NW, OW, SZ) non sono d’accordo, o lo sono soltanto in misura limitata, con una strategia di trasferimento di mezzi finanziari a scapito dei provvedimenti di sostegno del mercato. Da tale strategia essi temono che possano derivare notevoli svantaggi per il reddito agricolo, per l’insediamento nelle regioni periferiche e per l’autoapprovvigionamento. Il mantenimento dei principali strumenti di sostegno – supplemento sul latte trasformato in formaggio e supplemento per il divieto d’insilamento – viene però richiesto anche dalla grande maggioranza degli altri Cantoni, che a questo proposito propongono un aumento del