Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/43: Ulteriore sviluppo della politica agricola (Politica agricola 2011) · 38 pagine
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Consultazione PA 2011 Pagina 15
ridotta nella stessa misura. Diversi partecipanti alla consultazione (VSF, Proviande, SVV, USM, frifag, VSGF, Migros, USAM, Biscosuisse,) esigono una maggiore riduzione dei prezzi soglia e dell’ADC per i cereali panificabili. La Coop auspica, già a partire dalla metà del 2006, che ogni anno venga introdotta una riduzione dei dazi doganali sui cereali e un’immediata soppressione dei dazi sui prodotti proteici. VKMB, Uniterre, SRAKLA, IP-Suisse e le organizzazioni per la protezione dell’ambiente rifiutano invece la riduzione dei prezzi soglia. FSPC e VKGS si oppongono a un’eccessiva riduzione della protezione doganale per i cereali panificabili.
La Coop e la Comco sono favorevoli all’abolizione dei contributi per l’esportazione e la valorizzazione delle patate. Swisspatat e swisscofel riconoscono la necessità di abolire gradualmente i contributi all’esportazione per le patate da semina e i prodotti di patate e vorrebbero utilizzare i mezzi finanziari disponibili per sostenere il Servizio responsabile dell’assicurazione della qualità. L’USC, AGORA e altre organizzazioni contadine sottolineano il fatto che l’agricoltura necessita di strumenti che consentano di effettuare vendite sui mercati internazionali. USC, UFFP, IP-Suisse, diverse organizzazioni contadine cantonali, swisssem, ASS, VSF, swisspatat, VSKP, FIAL e SCFA chiedono che i contributi di valorizzazione per le patate non vengano aboliti completamente, poiché tale soppressione comporterebbe una qualità inferiore delle patate e prezzi alla produzione più bassi. Economiesuisse, la Comco e Alleanza agraria sono favorevoli alla vendita all’asta del contingente doganale parziale delle patate. USC, UFFP, diverse organizzazioni contadine cantonali, ASS, swisspatat, VSKP, swisscofel, Migros, FIAL, Nestlé e SCFA rifiutano la vendita all’asta, in quanto l’attuale sistema di ripartizione secondo la prestazione all’interno del Paese garantirebbe il ritiro delle patate indigene. Swisspatat teme che ne risultino prezzi al consumo più elevati e perturbazioni del mercato da parte di un singolo importatore. Coop esige che tutti gli importatori, e non soltanto le aziende di imballaggio, abbiano la possibilità di importare nell’ambito del contingente doganale parziale. Alcune organizzazioni contadine si attendono una maggiore promozione delle materie prime rinnovabili.
Frutticoltura, orticoltura e floricoltura
I Cantoni AG, BL, BS, GE, JU e VD rifiutano decisamente la vendita all’asta del contingente doganale (CD) per le verdure congelate e vogliono in linea di massima mantenere il disciplinamento in vigore per l’importazione di frutta e di verdura. Il calendario previsto per la soppressione dei contributi all’esportazione per i prodotti di frutta è stato respinto da tutti i Cantoni che si sono espressi in merito (BL, GE, JU, LU, SZ, VD e VS). Gli interpellati esigono che questa forma di sostegno rimanga in vigore fino alla data convenuta con l’OMC. I contributi intesi ad adeguare la produzione di frutta e verdura (art. 58 cpv. 2) alle esigenze dei mercati non vengono contestati. Il Cantone del Vallese propone di rinunciare alla scadenza prevista (2011) per il versamento di questi contributi. BL, BS, LU, SO e SZ chiedono l’introduzione di un supplemento per l’utilizzazione di frutta a nocciolo e a granelli. Quale argomento questi Cantoni adducono il fatto che la redditività ridotta della frutticoltura in pieno campo e la conseguente diminuzione degli alberi ad alto fusto con un valore riconosciuto per il paesaggio e l’ambiente possono essere compensate soltanto mediante contributi che si orientano piuttosto verso l’utilizzazione che semplicemente verso il numero di alberi esistenti. Essi contestano in particolare che i pagamenti diretti ecologici versati per ogni albero siano sufficienti. I Cantoni di Vaud e del Vallese sono favorevoli al versamento di aiuti finanziari, secondo il modello previsto dall’Unione europea, destinati a provvedimenti presi da organizzazioni volontarie allo scopo di concentrare le offerte.