Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/43: Ulteriore sviluppo della politica agricola (Politica agricola 2011) · 38 pagine
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Consultazione PA 2011 Pagina 21
animali, mentre nove ne auspicano l’abolizione, come ha già deciso il Parlamento. L’USC fa dipendere il proprio parere dalla decisione riguardo ai limiti di spesa.
Il programma proposto in merito allo sfruttamento sostenibile delle risorse naturali viene valutato positivamente dall’USC e da diverse organizzazioni contadine, anche se rimangono ancora in sospeso parecchie questioni. Esse chiedono tuttavia che il finanziamento venga effettuato attingendo ad altre fonti rispetto al preventivo destinato all’agricoltura. Le associazioni favorevoli all’agricoltura biologica e le associazioni ambientaliste auspicano invece un inasprimento della prova del rispetto delle esigenze ecologiche. In particolare viene messa in discussione la proposta originaria di inserire il nuovo articolo sotto il titolo relativo ai pagamenti diretti.
25 organizzazioni non desiderano che venga aumentato il volume minimo di lavoro in USM per l’ottenimento dei pagamenti diretti, che è attualmente in vigore ed è stato stabilito a livello di ordinanza. 32 organizzazioni sono invece favorevoli a un aumento. L’USC non si è espressa a tale proposito.
Anche le semplificazioni proposte per quanto riguarda la prova che le esigenze ecologiche sono rispettate concernono soltanto il livello dell’ordinanza. Tutte le organizzazioni si sono espresse a favore del mantenimento del bilancio delle sostanze nutritive. Tutte le organizzazioni che hanno dato un parere in merito si oppongono a un’abolizione generale dell’obbligo di effettuare analisi del terreno e sono favorevoli al mantenimento dell’attuale sistema di rotazione delle colture. Per quanto attiene alle prescrizioni in materia di protezione dei vegetali, i pareri divergono decisamente: la maggior parte delle organizzazioni contadine, se si prescinde da poche eccezioni, sono d’accordo con l’abolizione delle relative condizioni. Tutte le organizzazioni contadine, ad eccezione di BFO, VKMB e KIP, sono contrarie alla proposta di creare strisce verdi lungo i corsi d’acqua e le strade con canalizzazione. Le cerchie ambientaliste sostengono invece questi provvedimenti.
La proposta di assegnare contributi unici per la detenzione di animali da reddito che consumano foraggio grezzo viene approvata dalla grande maggioranza delle organizzazioni interpellate, anche se con molte riserve e richieste supplementari. Gli ambienti contadini, soprattutto nella regione di pianura, sono favorevoli, invece dell’attuale limitazione in funzione delle superfici inerbate, a una limitazione dei contributi in base alla superficie foraggera principale (compresi il mais da silo e le barbabietole da foraggio). I produttori che praticano l’agricoltura biologica e le cerchie rosso-verdi sottolineano l’importanza del vincolo al foraggio grezzo, senza però escludere esplicitamente i campi destinati alla foraggicoltura. I produttori di latte e gli allevatori di bestiame bovino esigono all’unanimità contributi più elevati. Le organizzazioni di protezione della natura criticano l’aumento dei contributi per le pecore che non producono latte. Notevole consenso incontra inoltre la proposta dell’USC che mira a una compensazione degli attuali contingenti supplementari a favore della regione di montagna.
La riduzione del contributo di superficie generale riscuote pochi consensi presso le organizzazioni contadine. Esse auspicano invece che i limiti di spesa per i pagamenti diretti vengano aumentati oppure che venga reintrodotta la graduazione secondo la superficie e il numero di animali. L’aumento del contributo supplementare per la superficie coltiva aperta viene per contro approvato, anche se tale aumento viene in parte considerato troppo esiguo.
La maggior parte delle organizzazioni è d’accordo con l’aumento delle aliquote dei contributi destinati alla detenzione di animali in condizioni difficili di produzione. Alcune di esse sono favorevoli a un maggiore aumento, in particolare nelle zone di montagna tre e quattro. Una lieve maggioranza di queste organizzazioni sostiene il cambiamento del sistema a favore della limitazione dei contributi in base alla superficie inerbata.