Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/43: Ulteriore sviluppo della politica agricola (Politica agricola 2011) · 38 pagine

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Consultazione PA 2011 Pagina 17

La concentrazione del controllo della vendemmia e del commercio dei vini in un’unica procedura, sotto la responsabilità di un Servizio competente, non viene accettata dai Cantoni AG, BS, BL, FR, GE, GR, JU, NE, SG, SH, TG, VD, VS e ZH. Questi Cantoni desiderano mantenere le proprie competenze nell’ambito del controllo della vendemmia. Alcuni di essi raccomandano invece di adottare norme di esecuzione comuni emanate dalla Confederazione. I Cantoni di Berna e del Ticino approvano la soppressione del controllo nella forma attuale. Per quanto riguarda il controllo del commercio dei vini, i Cantoni FR, GE, JU, NE, VD e VS si oppongono all’abolizione dell’equivalente controllo cantonale per i vinificatori-cantinieri che commercializzano soltanto i propri prodotti. Il Cantone del Vallese propone di integrare il controllo del commercio dei vini, per queste persone soggette a tale obbligo, nel controllo cantonale della DOC. I Cantoni di Ginevra e del Giura auspicano un coordinamento tra il controllo del commercio dei vini e la futura concretizzazione della punizione di infrazioni. I Cantoni di Berna e di Basilea Campagna propongono di effettuare questo controllo nell’ambito della legislazione in materia di derrate alimentari.

L’UDC ritiene che la Confederazione debba definire i vini DOC, i vini tipici e le condizioni connesse con la loro designazione. Questo partito intende inoltre mantenere il controllo della vendemmia a livello cantonale e centralizzare il controllo del commercio dei vini presso un Servizio competente.

USC, SWB, AGORA e FSV nonché cinque altre organizzazioni agricole cantonali sono favorevoli alla concentrazione, a livello federale, delle competenze per quanto riguarda i vini tipici che non sono designati con termini tradizionali riservati ai Cantoni. Diversi di essi suggeriscono inoltre di formulare una definizione del termine “Grand cru“ a livello federale. Le organizzazioni di cantinieri e di commercianti di vini sostengono a grandi linee il concetto proposto, in particolare per quanto concerne la definizione, da parte della Confederazione, delle esigenze richieste per i vini tipici. Per quanto riguarda la determinazione dei requisiti per i vini DOC, l’ASVE e i Cantoni del Vallese e del Ticino auspicano una delega di competenze alle organizzazioni di categoria regionali. Altre organizzazioni agricole manifestano invece l’intenzione di mantenere il disciplinamento attuale. I rappresentanti della viticoltura biologica approvano il concetto che prevede una segmentazione. Anche le organizzazioni dei consumatori (FRC, FPC), la Commissione federale del consumo e la Coop appoggiano questa idea e si esprimono a favore dell’applicazione delle norme in materia di denominazione di origine controllata nel settore agricolo per i vini DOC.

USC, ISV, FSV, AGORA e circa dieci altre organizzazioni agricole regionali non sono d’accordo con la prevista concentrazione dei controlli. Le organizzazioni dei commercianti di vini vorrebbero mantenere un controllo della vendemmia armonizzato a livello cantonale. L’esecuzione dei controlli basata su un’analisi dei rischi viene sostenuta da numerose organizzazioni di questo settore. Le organizzazioni dei commercianti di vini valutano positivamente l’introduzione di un unico controllo del commercio dei vini. L’USAM e la Coop sono favorevoli alla concentrazione di entrambi i controlli sotto la responsabilità di un solo ente. La proposta di trasferire l’esecuzione dei controlli a carattere poliziesco a un Servizio privato accreditato suscita le critiche dell’ACCS. La CFCV è contraria al finanziamento parziale dei controlli mediante tasse che dovrebbero essere riscosse soltanto se venissero constatate infrazioni.