Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/43: Ulteriore sviluppo della politica agricola (Politica agricola 2011) · 38 pagine
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Consultazione PA 2011 Pagina 25
2.3 Pareri in merito alla modifica della legge sul diritto fondiario rurale e della legge sull’affitto agricolo
Diritto fondiario rurale
Tutti i Cantoni, ad eccezione di due (LU, GR), sono contrari all’aumento del volume minimo di lavoro necessario, affinché un’azienda possa essere riconosciuta come azienda agricola ai sensi del diritto fondiario rurale, a 1,25 USM. La maggior parte di essi propone invece un limite che definisce l’azienda agricola di 1,0 USM. Tutti i Cantoni, ad eccezione di tre (BE, UR, GR), si oppongono alla soppressione del limite di prezzo per i fondi agricoli e le aziende agricole. La grande maggioranza dei Cantoni respinge anche la soppressione del limite dell’aggravio sui fondi agricoli. Questa proposta raccoglie soltanto il consenso di 5 Cantoni (UR, OW, NW, SH, VD). Una definizione indipendente dell’azienda agricola nel diritto in materia di pianificazione del territorio non viene auspicata dalla maggior parte dei Cantoni che hanno espresso un parere in merito.
Se si prescinde da una sezione cantonale di un partito (PLR LU), tutti i partiti politici si oppongono a un aumento del limite che definisce l’azienda agricola a 1,25 USM. La maggioranza può condividere un aumento massimo a 1,0 USM, nella misura in cui si tengono in considerazione la attività paraagricole. Tutti i partiti politici, ad eccezione di uno (PLS), vogliono mantenere il divieto di vendere le aziende agricole e i fondi agricoli a prezzi esorbitanti. Inoltre tutti i partiti politici disapprovano la proposta di soppressione del limite dell’aggravio sui fondi agricoli. Soltanto pochissimi partiti si sono espressi in merito alla questione di una definizione indipendente dell’azienda agricola nella legge sulla pianificazione del territorio: un partito nazionale vi si oppone (PES), mentre un altro partito nazionale (UDF) e due sezioni cantonali di un ulteriore partito (UDC LU e UDC TG) sono d’accordo con tale proposta.
Le organizzazioni contadine sia nazionali che cantonali, le associazioni della protezione dell’ambiente, della natura e degli animali, le istituzioni nell’ambito della ricerca e della formazione nonché le Centrali di consulenza agricola criticano quasi senza eccezioni la proposta del Consiglio federale di aumentare il limite dell’azienda agricola a 1,25 USM. Una parte di queste organizzazioni si dichiara d’accordo con un aumento massimo a 1,0 USM nel caso in cui vengano tenute in considerazione le attività paraagricole e le particelle affittate. Un’organizzazione della produzione animale (Swiss Beef CH) e una della produzione vegetale (USPV), la maggior parte del commercio al dettaglio e delle associazioni economiche come pure le cerchie favorevoli alla protezione della proprietà fondiaria agricola approvano invece un limite che definisce l’azienda agricola di 1,25 USM.
Praticamente tutte le organizzazioni contadine a livello nazionale e cantonale nonché i rappresentanti dell’economia lattiera, della produzione animale, della produzione vegetale, della viticoltura, della protezione dell’ambiente, della natura e degli animali come pure le istituzioni nell’ambito della ricerca, della formazione e della consulenza agricola si esprimono a favore del mantenimento del limite di prezzo per i fondi agricoli. Per contro il commercio al dettaglio, l’economia e l’industria alimentare, gli ingegneri agronomi e le cerchie immobiliari auspicano un abbandono di tale limite di prezzo.
In modo analogo le organizzazioni contadine a livello nazionale e cantonale, i rappresentanti dell’economia lattiera, della produzione vegetale e della viticoltura, le associazioni per la protezione dell’ambiente, della natura e degli animali nonché le istituzioni nell’ambito della