Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/43: Ulteriore sviluppo della politica agricola (Politica agricola 2011) · 38 pagine

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Consultazione PA 2011 Pagina 12

sorvegliati, che sono determinanti per il 10 per cento delle quote dei contingenti doganali della carne di manzo e di pecora. Diverse organizzazioni sottolineano il fatto che soprattutto i vitelli acquistati all’asta dovrebbero continuare a essere considerati prestazione all’interno del Paese. Le associazioni contadine della Svizzera romanda (AGORA, Prométerre, CJA, CNAV, CAJB, Agri Genève) e la Federazione svizzera d’allevamento della razza delle Franches-Montagnes desiderano che il 20 per cento delle quote dei contingenti doganali della carne di cavallo venga d’ora in poi assegnato secondo una prestazione all’interno del Paese. Anche la Federazione svizzera di allevamento caprino chiede che d’ora in poi venga introdotta una prestazione all’interno del Paese per il 10 per cento delle quote dei contingenti doganali della carne di capra. L’USC e numerose organizzazioni contadine invitano a esaminare in quale misura la rinuncia alla prestazione all’interno del Paese, che è stata stabilita con la PA 2007, ha soddisfatto le aspettative e fino a che punto un ritorno al sistema della prestazione all’interno del Paese è opportuno e realizzabile. Tuttavia l’USC ritiene che un eventuale cambiamento di sistema possa avvenire al più presto con la PA 2015. L’USC e alcune organizzazioni contadine esigono inoltre che i ricavi ottenuti tramite la vendita all’asta della carne siano utilizzati in modo vincolato in favore dell’agricoltura. Inoltre alcune organizzazioni contadine chiedono che l’UFAG osservi attentamente i prezzi alla produzione e i prezzi al consumo in relazione alla vendita all’asta. Le organizzazioni contadine rifiutano in blocco la sostituzione del sistema dei contingenti doganali mediante un sistema a dazio unico per la carne. In modo opposto si esprimono i due grandi distributori, l’USM, l’USAM e la FIAL. La procedura di vendita all’asta avrebbe causato una concentrazione delle importazioni e non avrebbe influito in modo positivo sui prezzi al consumo. Per questo motivo il sistema dei contingenti doganali dovrebbe essere sostituito da un sistema a dazio unico. Occorrerebbe quindi occuparsi tempestivamente dei preparativi in tal senso.

Tutte le organizzazioni contadine sono favorevoli al mantenimento, senza cambiamenti, della classificazione neutrale della qualità e al trasferimento dei rispettivi compiti pubblici a un’organizzazione adeguata. Esse si dichiarano inoltre a favore di una proroga delle misure di sostegno temporanee per il mercato delle uova. Diverse organizzazioni contadine rifiutano una riduzione degli strumenti di sgravio del mercato per la carne o sono molto dispiaciute di questa riduzione. L’USC e altre organizzazioni contadine accettano la riduzione dei contributi a condizione che vi sia la possibilità di assegnare crediti supplementari in situazioni di crisi. L’associazione Suisseporcs richiede che vengano introdotti aiuti all’esportazione per la carne suina.

Quasi tutte le organizzazioni contadine sono favorevoli alle disposizioni proposte, assai più chiare, per i mercati pubblici e al numero minimo di 50 animali necessario per il sostegno finanziario dei mercati pubblici. Nel contempo alcune di esse pretendono maggiore flessibilità, nel senso che due mercati situati nelle vicinanze vanno considerati come un solo mercato se durante un determinato giorno vengono sorvegliate dallo stesso gruppo di persone. La LOBAG invita a non stabilire, per un paio di anni, un numero minimo di animali per i nuovi mercati. Alcune organizzazioni contadine auspicano in particolare la prosecuzione dei mercati dei vitelli. Soltanto poche associazioni contadine, sia a livello cantonale che regionale, chiedono un numero minimo inferiore (40 o meno animali). Proviande, l’USC e poche altre organizzazioni contadine sono in linea di massima d’accordo con i provvedimenti proposti, ma vorrebbero inserirli nella convenzione sulle prestazioni conclusa tra l’UFAG e Proviande. I due grandi distributori e la PSA rifiutano il cofinanziamento statale dei mercati pubblici. Quattro zampe, fondazione per la protezione degli animali, propone di introdurre criteri supplementari per il benessere degli animali (p. es. durata del trasporto) che devono essere elaborati in collaborazione con le organizzazioni di protezione degli animali.