Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/43: Ulteriore sviluppo della politica agricola (Politica agricola 2011) · 38 pagine
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Consultazione PA 2011 Pagina 3
maggioranza dei Cantoni (LU, UR, OW, ZG, SO, SH, AR, AI, TG, VD, VS, NE, JU, GE) sottolinea che non spetta soltanto all’agricoltura, ma anche ai diversi rami economici, sia a monte che a valle, migliorare la loro competitività e trasferire in futuro le riduzioni dei prezzi ai consumatori. I Cantoni di Basilea Città e di Basilea Campagna esigono un sesto ambito che consideri i settori dell’ecologia e del benessere degli animali.
I partiti ritengono all’unanimità che la PA 2011 deve permettere di continuare a garantire le prestazioni multifunzionali dell’agricoltura conformemente all’articolo costituzionale. PLR, PS, PPD e PLS sostengono in linea di massima il pacchetto di revisione, anche se i tempi previsti per la riforma vengono valutati in modo differente. Il PLR e il PLS auspicano piuttosto un’accelerazione, mentre il PPD propone un’eliminazione più lenta del sostegno del mercato. Da parte sua il PLR ha avanzato la proposta di limitare il pacchetto delle riforme a due anni invece che a quattro. A questo pacchetto dovrebbe quindi seguire la PA 2015 con il chiaro obiettivo di instaurare con tutti i Paesi dell’Unione europea, al più tardi nel 2015, il libero commercio. Secondo l’UDC, le riforme attuate finora hanno mancato il loro obiettivo. Questo partito respinge categoricamente il pacchetto di revisione poiché lo ritiene insufficiente, non compatibile dal punto di vista sociale ed economico e non in grado di offrire reali prospettive all’agricoltura. A suo parere occorre rinunciare al trasferimento di fondi dal sostegno al mercato ai pagamenti diretti. L’UDF è favorevole a un mercato più forte senza sovvenzioni all’esportazione, basato sulla verità dei costi e sui prezzi di riferimento dei Paesi caratterizzati da condizioni di produzione comparabili. La produzione di qualità indigena deve acquistare maggiore rilievo (“Fair-trade“ risp. sopraddazio ecologico sui prodotti agricoli importati). Il PS, il PES e il PEV vogliono che la PA 2011 dia maggiore importanza alle esigenze ecologiche per ottenere un’agricoltura più sostenibile. Questi partiti richiedono un ambito supplementare “ecologia e benessere degli animali”. Il PS esige invece che gli strumenti non più destinati al sostegno del mercato vengano utilizzati per estendere i pagamenti diretti ecologici. L’UDF chiede di effettuare una verifica del sistema dei contributi, compresi i pagamenti diretti, e auspica un sistema dipendente dalle prestazioni favorevole all’agricoltura che non riduca indirettamente i prezzi al consumo. Il PES vorrebbe completare la prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER) aggiungendo ulteriori elementi. I Verdi e il PEV considerano troppo poco efficaci i provvedimenti del quinto ambito. Per il PPD è importante che tutti i settori della politica nazionale, e non soltanto l’agricoltura, vengano coinvolti nei futuri processi di riforma. Il PPD, il PEV e l’UDF sottolineano che, con la PA 2011, non solo l’agricoltura, ma anche i diversi settori economici, sia a monte che a valle, devono migliorare la loro competitività. L’UDF richiede, quale provvedimento supplementare del quinto ambito, che la densità normativa da parte delle autorità sia sottoposta a una verifica e venga ridotta.
Le organizzazioni contadine si oppongono a grande maggioranza alle misure di riforma proposte. Soprattutto l’USC non può sostenere il progetto ed esige miglioramenti sostanziali. A suo parere, la rapidità del processo di adeguamento sarebbe eccessiva. In particolare occorrerebbe mantenere in gran parte il sostegno al mercato. Il supplemento versato sul latte trasformato in formaggio dovrebbe ammontare ad almeno 15 centesimi il chilogrammo e i contributi specifici per le varie colture nella produzione vegetale dovrebbero essere mantenuti. Tutte le organizzazioni contadine criticano l’obbedienza precipitosa in vista dei futuri accordi internazionali, e in particolare del ciclo di negoziati dell’OMC attualmente in corso, e chiedono che non venga smantellata autonomamente la protezione alla frontiera. Nel caso in cui si giungesse a una conclusione dei negoziati con l’OMC o a un accordo di libero