Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/43: Ulteriore sviluppo della politica agricola (Politica agricola 2011) · 38 pagine
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Consultazione PA 2011 Pagina 7
Il mantenimento del principio secondo cui le norme dell’agricoltura biologica vanno rispettate senza eccezioni sull’intera superficie aziendale è caldeggiato dai Cantoni di Argovia e di Uri. TG e SH approvano determinate deroghe. GE, VD, SO, NE e VS hanno dato espressamente il loro consenso alla regolamentazione derogatoria che prevede la separazione delle colture perenni. NE e GE (quest’ultimo Cantone però solo fino al 2011) vorrebbero permettere una viticoltura biologica per particelle. Il Cantone del Vallese esige l’introduzione della produzione biologica per particelle per tutte le colture speciali.
La proposta di inserire nella legge un articolo 16 bis concernente la difesa internazionale delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche ha riscosso un ampio consenso tra i Cantoni che hanno espresso un parere in merito. Undici Cantoni hanno espresso un parere di massima sulla questione dell’osservazione del mercato. Nove Cantoni (AI, JU, NW, OW, SO, SZ, VD, VS e ZH) si dichiarano favorevoli, in linea di massima, a una maggiore trasparenza del mercato e a una migliore possibilità di conoscere i margini lordi. L’evoluzione del divario tra prezzi alla produzione e prezzi al consumo non viene accettata come si presenta attualmente ( JU, NE, VD, SZ). Dai livelli della trasformazione e del commercio situati a valle si pretende che traslino la riduzione dei prezzi alla produzione sui consumatori, affinché anch’essi possano approfittarne (GE, JU, NE, NW, SO, VD). Il commercio e le imprese di trasformazione devono mostrare in quale misura contribuiscono alla riduzione dei costi (NW, SO). Di conseguenza non si richiede soltanto un rafforzamento dell’attività di osservazione o una maggiore trasparenza dei margini, ma anche una serie di strumenti che permetta di intervenire sull’andamento dei prezzi (JU, NE, NW, VD). I Cantoni AI, JU, NE, VD e VS auspicano che il controllo si svolga a diversi livelli commerciali. La maggioranza dei Cantoni che si sono espressi a tale proposito (5 su 8) chiede di modificare la formulazione dell’articolo 27, sostituendo il verbo “può“ con “deve“.
Il sostegno accordato alle misure di solidarietà previste e la promozione dello smercio di prodotti agricoli non sono contestati. L’UDC ritiene che la promozione delle vendite non debba essere vincolata a provvedimenti globali agricoli nell’interesse della collettività. Il PLR sottolinea l’importanza dello smercio di prodotti agricoli nel contesto della concorrenza internazionale. Le proposte concernenti l’introduzione di nuove disposizioni, a livello di ordinanza, relative alla designazione per i prodotti provenienti dalle regioni di montagna e dalla fattoria sono giudicate favorevolmente dai partecipanti alla consultazione. Il PES e il PEV chiedono che i prodotti ottenuti in montagna vengano trasformati nella regione montana. L’UDC invece desidera che la trasformazione non abbia luogo soltanto nella regione di montagna. L’UDF auspica che non siano applicati metodi di produzione definiti dallo Stato. Per quanto riguarda la questione del rispetto delle norme dell’agricoltura biologica sull’intera superficie aziendale, il Partito dei Verdi e il PEV rifiutano un allentamento delle disposizioni esistenti.
La proposta di inserire nella legge un articolo 16 bis concernente la difesa internazionale delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche ha riscosso il consenso del Partito ecologista.
L’UDC di TG, il PLR di SO e il PEV esigono una maggiore trasparenza del mercato in relazione all’osservazione dei prezzi. Il PLS richiede interventi adeguati per trasferire le riduzioni dei costi ai consumatori. L’UDC di VD e il PLR di SO chiedono una maggiore trasparenza del mercato a diversi livelli commerciali.