Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/43: Ulteriore sviluppo della politica agricola (Politica agricola 2011) · 38 pagine
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Consultazione PA 2011 Pagina 8
Il sostegno accordato alle misure di solidarietà previste è incontestabile. L’USC chiede, assieme a circa 20 altri partecipanti alla consultazione, che venga introdotta la possibilità di rendere obbligatoria l’adesione alle organizzazioni di categoria e che vengano definite ulteriori modalità in merito. L’idea di inserire nella legge un articolo antidumping 8b LAgr trova un sostegno piuttosto ampio, segnatamente da parte di circa 30 partecipanti alla consultazione. La promozione dello smercio di prodotti agricoli è considerata dalla maggior parte dei partecipanti alla consultazione uno strumento efficace e importante della politica agricola. Dai vari pareri risulta chiaramente che l’importanza della promozione dello smercio di prodotti agricoli è aumentata in seguito alla soppressione delle misure di sostegno al mercato e a causa della concorrenza internazionale. La grande maggioranza di coloro che hanno espresso un parere è in linea di massima favorevole al mantenimento della situazione attuale, sia dal profilo materiale che finanziario. Dove ciò è possibile, occorre aumentare ulteriormente l’efficienza della promozione dello smercio di prodotti agricoli ed effettuare le opportune focalizzazioni.
Le proposte concernenti l’introduzione di nuove disposizioni, a livello di ordinanza, relative alla designazione per i prodotti provenienti dalla regione di montagna e dalla fattoria sono giudicate favorevolmente dai partecipanti alla consultazione. Inoltre sono state presentate diverse proposte di attuazione a livello di ordinanza.
Il mantenimento del principio del rispetto delle norme dell’agricoltura biologica sull’intera superficie aziendale trova il consenso della maggioranza degli interpellati. In particolare i rappresentanti dell’agricoltura biologica nonché della protezione dell’ambiente, della natura, degli animali e della regione di montagna ritengono che questo principio debba continuare a essere sancito dalla legge. Essi vengono sostenuti dalla Coop e dalla Fondazione per la protezione dei consumatori. L’USC, assieme a circa 10 altri interpellati provenienti dagli ambienti che sostengono l’agricoltura praticata in modo convenzionale, chiede un allentamento della disposizione di legge. Per quanto riguarda le modalità di definizione delle deroghe, da stabilire a livello di ordinanza, al principio del rispetto delle norme sull’intera superficie aziendale, sono stati espressi pareri differenti. La proposta intesa a introdurre la possibilità di separare le colture perenni trova un consenso decisamente ampio al di fuori delle cerchie che praticano l’agricoltura biologica, che propugnano la protezione dell’ambiente, della natura e degli animali nonché di coloro che vivono nella regione di montagna. I rappresentanti dell’economia vinicola sono favorevoli al proseguimento della viticoltura biologica per particelle. I produttori di cereali mantengono la richiesta di autorizzazione di una produzione biologica di cereali per particelle.
La proposta di inserire nella legge un articolo 16 bis concernente la difesa internazionale delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche ha riscosso un ampio consenso da parte delle varie organizzazioni. A tale proposito, le opinioni espresse dalle cerchie artigianali sono divergenti.
In favore del mantenimento senza modifiche dell’articolo 18 si sono espresse diverse organizzazioni contadine e il Cantone di Berna. Le organizzazioni dei consumatori esigono invece un’estensione del campo d’applicazione. I due grandi distributori, l’USM e poche Unioni delle arti e mestieri richiedono lo stralcio dell’articolo, poiché a loro parere esso non è eurocompatibile né conforme alle disposizioni dell’OMC. Quale alternativa richiedono la propaganda positiva di prodotti svizzeri.
52 organizzazioni, che rappresentano soprattutto i settori della produzione e dei consumatori finali, sostengono in linea di massima gli sforzi intrapresi per ottenere una maggiore trasparenza del mercato e per garantire l’osservazione dei mercati. Esse non mettono in discussione l’articolo 27. Almeno 37 organizzazioni, tra cui anche le principali associazioni di produttori, si impegnano a favore di una trasparenza ancora maggiore sui mercati osservati. 23