Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/59: Modifica dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio (incl. Direttive tecniche sulle zone edificabili e Integrazione della Guida alla pianificazione direttrice) · 29 pagine

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previsto in un orizzonte di 15 anni è inferiore al 100 per cento, le zone edificabili del Cantone sono sovradimensionate.

Per i dettagli relativi al calcolo del numero stimato di abitanti e persone occupate si rinvia alle Direttive tecniche (n. 3.3). Qui di seguito vengono esaminati soltanto alcuni aspetti.

L’evoluzione del numero di abitanti e occupati in un arco temporale di 15 anni dipende da molti fattori d’incertezza. Di questo il legislatore ha sostanzialmente tenuto conto sancendo che le zone edificabili vanno definite in modo da soddisfare il fabbisogno prevedibile per 15 anni. In futuro, le previsioni non diventeranno più sicure, saranno piuttosto oggetto di un’autocorrezione: se la crescita di abitanti e persone occupate sarà quindi maggiore del previsto, aumenterà anche lo sfruttamento delle zone edificabili nel Cantone, il che consentirà al Cantone di autorizzare nuovi azzonamenti.

Sulla base di queste considerazioni, appare opportuno lasciare ai Cantoni un ampio margine di manovra a livello di supposizioni. In linea di massima, tali supposizioni devono essere conformi ai vari scenari dell’Ufficio federale di statistica («alto», «medio»), i quali offrono una visione a spettro molto ampio. Quanto alla crescita di posti di lavoro nelle zone per l’abitazione, nelle zone miste e in quelle centrali, ci si basa essenzialmente sulle stesse ipotesi; in casi eccezionali si può addirittura immaginare che un Cantone parta da una stima più elevata. Per dettagli al riguardo si rinvia alle Direttive tecniche (n. 3.3).

Approccio per le altre zone edificabili

Per le altre zone edificabili (ossia non le zone per l’abitazione, quelle miste e quelle centrali) non è possibile, viste la complessità e l’eterogeneità delle situazioni concrete, stabilire un criterio generale per valutarne le dimensioni. In particolare, non è fattibile rapportare la superficie edificabile richiesta al numero di persone che utilizzano questa superficie, com’è invece il caso per gli altri tre tipi di zone

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presi in esame . Il fatto che, viceversa, alle zone per il lavoro si possano applicare criteri qualitativi viene sancito nell’articolo 30a capoverso 3 AP OPT e precisato al numero 4.1 delle Direttive tecniche. Al di là di questo, l’AP OPT non contempla prescrizioni speciali in materia; queste ultime figurano a grandi linee ai numeri 4.3 («Prescrizioni riguardanti le zone destinate a utilizzazioni pubbliche») e 4.4 («Altre zone edificabili») delle Direttive tecniche.

COMMENTI AI SINGOLI ARTICOLI

Articolo 4

Il tenore del capoverso 1 dev’essere adeguato perché, in futuro, le grandi linee dello sviluppo territoriale auspicato non saranno più incluse tra i fondamenti, bensì definite nel piano direttore (art. 8 cpv. 1 lett. a R LPT). Per la stessa ragione, il capoverso 3 dell’articolo 4 va abrogato.

Articolo 5 capoverso 1

Dato che, come precisato sopra, le grandi linee dello sviluppo territoriale auspicato saranno definite nel piano direttore (art. 8 cpv. 1 lett. a R LPT) e stralciate dall’articolo 4 OPT, occorre integrare questo aspetto nel capoverso 1 dell’articolo 5 apportando una modifica redazionale. In futuro, tuttavia, queste «grandi linee» dovranno prevedere strategie e requisiti più concreti rispetto a quanto fatto sinora in molti Cantoni, ragione per cui si è deciso di optare per una formulazione più vicina al tenore della R LPT; nell’Integrazione della Guida (cfr. n. 1) è stato pertanto introdotto il concetto di «strategia cantonale di sviluppo territoriale», fermo restando che i Cantoni sono liberi di adottare la denominazione a

9 Cfr. Direttive tecniche, n. 4.