Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/90: Legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT) · 34 pagine
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finanziario e del personale per Cantoni e città o Comuni. Si ritiene anche che occorrerà compiere uno sforzo supplementare sul piano tecnico e logistico. Il Consiglio federale dovrebbe fare in modo che i Cantoni non debbano sostenere costi proibitivi per l’impiego di mezzi d’esecuzione (AR, BL, GL, SO, CDDGP). BE, UCS, SCPCS si aspettano che il Consiglio federale illustri nel dettaglio nel suo messaggio i probabili oneri finanziari e per il personale, nonché le ipotesi circa la ripartizione degli oneri. A tale proposito occorrerebbe considerare che, generalmente, Cantoni e città devono affrontare costi d’esecuzione e quote di oneri costantemente in crescita. L’esperienza maturata nei Cantoni indica che sussistono dubbi circa il fatto che l’incremento di personale proposto per fedpol sia effettivamente sufficiente. JU, NE, NW, OW, SZ, UR, VS chiedono che la Confederazione si assuma integralmente i maggiori costi che i Cantoni dovranno sostenere per l’attuazione delle misure o quantomeno contribuisca al finanziamento dei mezzi tecnici di sorveglianza (LU). Al riguardo mancherebbe un’idonea base legale nel progetto di legge, ma ci si attende assicurazioni quantomeno nel rapporto esplicativo, che prevedano che la Confederazione indennizzi tali costi in virtù dell’articolo 28 capoverso 2 LMSI. GE, LU, SO, VD, TI prendono in esame la creazione di una funzione di controllo e analisi dei rischi che sia informata delle misure sociali, mediche e di polizia nel rispettivo Cantone. Essi considerano inoltre problematici gli oneri legati ai controlli. Un’idonea opera di sorveglianza richiederebbe un grosso impegno in termini di tempo, personale e costi e l’assegnazione delle risorse necessarie. L’ICJ giudica le misure proposte in gran parte inefficaci se non associate a un massiccio aumento del personale.
Ingerenza nei diritti fondamentali e requisiti di legalità delle misure
6 partecipanti alla consultazione (JP, privatim, Digit. Gesellschaft, humanrights.ch, dirittifondamentali.ch, C. Gross) si esprimono in maniera critica sulle misure di cui agli articoli 23h - 23m AP-LMSI poiché incidono considerevolmente sulla libertà personale dei soggetti interessati dalle misure. Il nuovo pacchetto di misure non è solo eccessivo, ma è anche in contrasto con i principi dello Stato di diritto. Ci si interroga anche sull’efficienza e l’efficacia di queste misure: punto di partenza delle misure preventive proposte non sarebbe più, come nel diritto penale, il sospetto nei confronti di determinati individui, ma il sospetto generalizzato nei confronti di interi gruppi nei quali si suppone vi siano soggetti che costituiscono una minaccia. L’ambiente cui ci si riferisce verrebbe stigmatizzato e sarebbe evidente il rischio che le misure preventive fomentino la radicalizzazione, piuttosto che arginarla. 10 partecipanti alla
consultazione (PES, USAM, UNIL, Uni BE, ICJ, privatim, GDS, JP, dirittifondamentali.ch, CP)
si dicono favorevoli alla garanzia del rispetto dei diritti procedurali e alla necessità che le misure preventive di polizia siano disposte da un giudice conformemente alla sezione 5 dell’AP-LMSI. La facoltà di disporre misure non dovrebbe essere accordata solamente all’Ufficio federale di polizia (fedpol). Le massicce ingerenze nelle garanzie relative ai diritti fondamentali e dell’uomo sanciti dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali giustificherebbero una verifica della proporzionalità da parte dell’autorità giudiziaria. Anche a livello cantonale le misure preventive di polizia verrebbero disposte dai giudici cantonali dei provvedimenti coercitivi. L’UNIL e ICJ osservano che per ciascuno degli aspetti legati a una misura specifica, il principio di proporzionalità riveste un ruolo essenziale. Perciò sarebbe indispensabile che tutte le misure ritenute come gravi ingerenze nei diritti fondamentali secondo la prassi del Tribunale federale in relazione all’articolo 36 capoverso 1 Cost., siano esaminate preventivamente e approvate da un giudice dei provvedimenti coercitivi. L’ICJ sostiene che l’approvazione da parte di un giudice di tutte le misure programmate è necessaria già per il solo fatto che il ricorso successivo al Tribunale amministrativo federale può essere concesso solo in misura molto limitata a causa dei molteplici interessi e obblighi di segretezza dei servizi d’informazione, che non necessariamente possono o vogliono rivolgersi a un tribunale secondo i principi di cui agli articoli 27 e 28 PA.
Carcerazione preventiva prima dell’avvio di un procedimento penale
5 Cantoni (AR, BL, GL, GR, UR) e un’organizzazione (CDDGP) respingono l’ipotesi della carcerazione preventiva prima dell’avvio di un procedimento penale in quanto costituzionalmente discutibile e sulla scorta di considerazioni di principio.
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