Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/90: Legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT) · 34 pagine

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4.1.5 Art. 23g Pronuncia di misure

Cpv. 1

BE chiede di inserire dopo la prima frase la seguente aggiunta: «fedpol ottiene preventivamente il consenso del Cantone competente per l’esecuzione e il controllo». In definitiva ciò deporrebbe a favore della competenza cantonale, eventualmente integrata da un principio di consultazione e informazione tra Cantone e fedpol sancito a livello di legge. TG propone il seguente adeguamento della prima frase: «Prima della pronuncia di una misura, fedpol consulta preventivamente il Cantone competente per l’esecuzione e il controllo». TG sostiene a tale proposito che le misure disposte da fedpol non possono in alcun caso essere in contrasto con il trattamento dei casi per la prevenzione delle minacce da parte del Cantone competente.

ZH sostiene che occorre perseguire le necessarie condizioni di intesa e coordinamento. Poiché sia l’attività di gestione dei casi sia l’esecuzione e il controllo delle nuove misure previste dalla LMSI rientrano nella sfera di responsabilità dei Cantoni, sarebbe logico includere nel processo decisionale, anche in maniera più incisiva rispetto a quanto previsto dal progetto di legge, i servizi responsabili del Cantone o dei Cantoni interessati. Inoltre le misure disposte da fedpol potrebbero sovrapporsi o porsi in contrasto con il trattamento dei casi da parte del Cantone nell’ambito dei suoi compiti di prevenzione delle minacce.

TAF ritiene questa disposizione potenzialmente fuorviante, in quanto ammetterebbe l’interpretazione secondo cui fedpol può decidere solo di una misura disposta ai sensi dell’articolo 23l (e delle eccezioni ivi individuate). L’Uni BE chiede eventualmente (nel caso in cui l’articolo 23l AP-LMSI sia mantenuto contrariamente a quanto auspicato) che l’articolo 23g capoverso 1 AP-LMSI sia modificato in modo che le misure ai sensi degli articoli 23h-23k AP-LMSI debbano essere disposte da un’autorità giudiziaria.

privatim suggerisce di verificare ancora una volta la competenza decisionale di fedpol circa l’emanazione di misure tenuto conto dei principi dello Stato di diritto in materia di diritti delle parti. Sotto il profilo dei diritti fondamentali si pone la questione del procedimento idoneo per la verifica dei requisiti. Il progetto di legge MPT attribuisce a fedpol nuove competenze che andrebbero a scapito dell’individuo e che non si concilierebbero con i relativi diritti procedurali e le garanzie in materia di diritti fondamentali. L’Uni BE chiede eventualmente (nel caso l’art. 23l AP-LMSI sia mantenuto) che questa disposizione sia adeguata in modo che le misure ai sensi degli articoli 23h - 23k AP-LMSI debbano essere disposte da un’autorità giudiziaria. fedpol non è un organo indipendente dall’esecutivo e quindi non è un’autorità giudiziaria ai sensi dell’articolo 5 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU; RS 0.101). In effetti l’articolo 23g capoverso 2 ammetterebbe il ricorso al Tribunale amministrativo federale. Quantomeno in caso di misure non impugnate con rimedi giuridici non si sarebbe però in presenza di un «provvedimento legittimamente adottato» ai sensi dell’articolo 5 capoverso 1 lettera b CEDU. È fuori discussione anche il motivo di arresto ai sensi dell’articolo 5 capoverso 1 lettera c, secondo cui tale misura trova applicazione esclusivamente nell’ambito di indagini penali.

Cpv. 2

Per AG occorre chiedersi se questa formulazione includa anche la possibilità di ricorso nel caso in cui fedpol, su richiesta di un’autorità cantonale o comunale, non intervenga, rinunci a un provvedimento o non ne disponga alcuno.

L’UNIL propone un’integrazione a questa disposizione. L’UNIL, GDS Amnesty Int., humanrights.ch e dirittifondamentali.ch sostengono inoltre che la possibilità di verifica a posteriori di una misura da parte del Tribunale amministrativo federale (TAF) non supplisce alla mancanza di una verifica giudiziaria a priori. In effetti è possibile ricorrere contro la decisione di fedpol relativa alla pronuncia di una misura rivolgendosi al Tribunale amministrativo federale, ma

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