Rapporto esplicativo

Consultazione 2024/54: Modifica dell’ordinanza sulla pianificazione del territorio (attuazione della seconda fase della revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio [LPT 2] e della legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili) · 34 pagine

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Se del caso, l’autorità competente può concedere deroghe riducendo le distanze minime.

In questo ambito va sottolineato che prima di concedere deroghe devono essere esaminate tutte le misure tecniche e operative volte a ridurre le immissioni. Quanto meno tali misure limitano l’attività agricola e tanto maggiori sono i miglioramenti che ne derivano, tanto più è giustificato non concedere deroghe. Inoltre, le deroghe devono essere proporzionate. Non basta un minimo pregiudizio all’attività agricola per giustificare notevoli immissioni supplementari per gli interessati.

Il capoverso 2 elenca le situazioni in cui prevale in ogni caso l’interesse per la priorità dell’agricoltura. Secondo la lettera a ciò vale se lo scopo abitativo in questione è successivo all’utilizzazione agricola. Un’utilizzazione agricola già esistente con le relative immissioni non deve essere ostacolata o addirittura impedita da una successiva utilizzazione residenziale. Secondo la lettera b, l’agricoltura è prioritaria anche quando lo spazio abitativo in questione ha ottenuto l’autorizzazione finalizzata a scopi agricoli. Per esempio, un edificio residenziale originariamente autorizzato come spazio abitativo per la generazione che si ritira dalla vita attiva, che è stato escluso dal campo d’applicazione della legge federale del 4 ottobre 1991 sul diritto fondiario rurale (LDFR; RS 211.412.11), ossia parcellizzato, e in cui ora abitano persone che non svolgono attività agricola. Queste ultime devono accettare eventuali deroghe. Secondo la lettera c, l’interesse per la priorità dell’agricoltura prevale se lo spazio abitativo in questione fa parte dell’azienda agricola da cui provengono le immissioni. Si pensi ad esempio ai casi in cui uno spazio abitativo appartenente sotto il profilo funzionale (perlomeno in materia di pianificazione del territorio) all’azienda agricola non viene temporaneamente utilizzato (come una casa rurale abitata da locatari non agricoli quando non è occupata dalla generazione che si ritira dalla vita attiva).

Secondo il capoverso 3 l’autorità competente considera l’accettazione delle deroghe da parte delle persone colpite dagli odori e dalle immissioni foniche come indizio del prevalere dell’interesse per la priorità dell’agricoltura. A differenza del capoverso 2, in questo caso è effettuata una ponderazione degli interessi. Esiste tuttavia un indizio che sotto il profilo giuridico indica la priorità dell’agricoltura. Nel caso esaminato dal Tribunale federale con sentenza 1C_462/2022 del 15 gennaio 2024, la ricorrente sosteneva che non era stata rispettata la distanza minima da un edificio di terzi, ove i locatari stessi non avevano interposto ricorso. In casi simili ora si potrebbe chiedere alle persone interessate se accettano le deroghe previste; in caso affermativo, ciò costituisce un indizio del prevalere dell’interesse per la priorità dell’agricoltura. L’eventuale ricorrente sarebbe libero di dimostrare che, nonostante un indizio contrario, nel caso concreto prevale l’interesse a rispettare le disposizioni di diritto ambientale.

In caso di reclami per gli odori o le immissioni foniche, di eventuale inosservanza delle disposizioni relative agli odori o alle immissioni foniche o in caso si prevedono deroghe, secondo il capoverso 4 le autorità esecutive verificano innanzitutto se l’utilizzazione non agricola interessata dalle immissioni è legale (lett. a) e se non sussistono motivi di revisione per l’autorizzazione dell’utilizzazione non agricola (lett. b). La lettera a si spiega con il fatto che, nel caso di utilizzazioni non agricole fuori delle zone edificabili, spesso manca un’autorizzazione che non potrebbe nemmeno essere rilasciata a posteriori oppure che, seppur presente, l’autorizzazione è decaduta per legge poiché le condizioni per il suo rilascio non sono più soddisfatte (cfr. p. es. art. 40 cpv. 5 OPT oppure art. 42b cpv. 7 OPT). Ai sensi della lettera b occorre inoltre verificare che non sussistano motivi che giustificano una revisione dell’autorizzazione passata in giudicato dell’utilizzazione non agricola. Secondo la giurisprudenza del Tri- 27/34