Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/9: Revisione parziale della legge federale sulla sicurezza dei prodotti (LSPro) · 33 pagine
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proprio sistema di informazione e allerta. Si può pensare in particolare a una partecipazione finanziaria della Svizzera ai sistemi dell’UE. La portata definitiva di eventuali costi potrà essere stabilita solo quando il Consiglio federale avrà deciso di partecipare agli attuali sistemi dell’UE (ICSMS e «Safety Gate»). I costi per creare un proprio sistema di informazione e allerta, che dovrebbe disporre anche di un’interfaccia con i sistemi europei, sarebbero di circa 3,5 milioni di franchi e i costi di manutenzione e supporto ammonterebbero a quasi 250 000 franchi all’anno. Per stimarli si utilizza come riferimento il sistema ELIC (e-licensing), che serve a controllare le esportazioni di materiale bellico, beni militari speciali e beni a duplice impiego. Il sistema dispone di interfacce con altri uffici (p. es. UDSC e Dipartimento federale degli affari esteri) e integra moduli standard come SAP o Burweb. È stato introdotto nel 2014 e sta per essere sostituito da ELIC 2.0. Sia il collegamento ai sistemi europei sia la creazione di un sistema proprio devono essere finanziati tramite la tassa di sorveglianza, senza incidere sul bilancio della Confederazione. Un sistema di informazione e allerta è fondamentale, in particolare nel contesto del commercio online in costante crescita, sia per condividere informazioni e consentire la cooperazione tra gli organi di esecuzione in Svizzera e con le autorità europee di sorveglianza del mercato sia per poter informare rapidamente gli utenti in merito a prodotti non sicuri o non conformi provenienti dal commercio online.
Inoltre, il commercio online in costante crescita, con numerosi fornitori al di fuori della Svizzera e dell’UE e fattispecie più complesse rispetto al commercio tradizionale con acquisti sul posto, richiede una sorveglianza del mercato accentuata, per la quale le risorse esistenti non sono tuttavia sufficienti. Una sorveglianza del mercato del commercio online più intensa, più coordinata e digitalizzata potrebbe essere finanziata grazie alla possibilità della Confederazione, prevista all’articolo 14a, di riscuotere una tassa di sorveglianza sui prodotti venduti online e forniti direttamente dall’estero agli utenti in Svizzera. Al momento i parametri di configurazione della tassa di sorveglianza (entità, riscossione, eccezioni, ripartizione e competenze) non sono ancora quantificabili, saranno definiti nel quadro della revisione parziale dell’OSPro. I costi della sorveglianza del mercato di prodotti del commercio online vengono coperti tramite la tassa in questione e comprendono anche la quota per l’amministrazione e la gestione della tassa, in modo da non gravare ulteriormente sul bilancio federale.
Le nuove prescrizioni conferiscono alle autorità di sorveglianza del mercato maggiori competenze, per esempio per intervenire nei confronti dei commercianti online e condurre indagini sotto falso nome (in incognito). Tali competenze sono attuabili con le risorse finanziarie e di personale esistenti. Eventualmente saranno necessari nuovi strumenti per la sorveglianza del mercato nel commercio online (p. es. «web crawler», un programma che scansiona sistematicamente determinati settori di prodotti). Nella fase di introduzione è prevedibile un onere iniziale una tantum, in particolare per la creazione e l’adeguamento dei sistemi informatici, la definizione di nuovi processi e il coordinamento fra le autorità coinvolte. Questo onere dovrebbe essere compensato nel medio-lungo termine da un aumento dell’efficienza, soprattutto grazie a una migliore disponibilità di informazioni, una maggiore interconnessione internazionale e misure di esecuzione più mirate e basate sul rischio.