Rapporto esplicativo

Consultazione 2007/44: Revisione dell'ordinanza sul traffico di rifiuti · 31 pagine

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Riferimento/numero d’incarto: H371-1493

di materiali legnosi (pannelli truciolari). Il resto (110 000 tonnellate) è stato utilizzato per produrre energia. Si tratta sempre di impianti situati nella regione di confine. L’esportazione di legno usato è soggetta ad autorizzazione. L’UFAM verifica la compatibilità ambientale dello smaltimento in base alle prescrizioni svizzere e allo stato della tecnica disponibile in Svizzera. Per la fabbricazione di materiali legnosi possono essere esportati solo rifiuti di legno con un basso carico di inquinanti. La cernita e il controllo della qualità avvengono in base alle indicazioni dell’aiuto all’esecuzione “rifiuti di legno” dell’UFAM. Con la prevedibile scomparsa delle importazioni di rifiuti urbani, sarà sostanzialmente possibile assicurare lo smaltimento del legno usato prodotto in Svizzera con gli impianti d’incenerimento dei rifiuti e gli impianti a combustione alimentati con legno usato esistenti. Con la variante 2, l’esportazione di legno usato non sarebbe consentita, il che migliorerebbe sensibilmente le condizioni quadro per gli impianti svizzeri che utilizzano legno usato. Un divieto all’esportazione renderebbe superflua l’importazione di rifiuti urbani e di conseguenza ridurrebbe i trasporti di rifiuti. D’altro canto, il divieto all’esportazione di legno usato rappresenta un intervento drastico su un mercato che funziona. Le crescenti esportazioni di legno usato sono da attribuire non da ultimo al fatto che in alcune regioni estere limitrofe il legno usato vanta già un valore di mercato positivo per la produzione energetica, mentre negli impianti svizzeri è solitamente necessario un finanziamento supplementare. Ciò è legato anche alla politica energetica e in materia di CO2 di questi Paesi. La maggior parte degli altri Paesi europei cerca di far fronte al deflusso di biomassa con misure d’incentivazione invece che con ostacoli al commercio.

Con la limitazione dell’esportazione proposta sarebbero tutelati anche i prezzi dello smaltimento di legno usato più alti in Svizzera. In base ai prezzi offerti nel marzo 2008, un divieto all’esportazione provocherebbe maggiori spese per l’edilizia pari a 25-30 milioni di franchi all’anno. L’esportazione di legno usato è favorita non da ultimo anche perché permette di evitare viaggi a vuoto e contenere le spese di trasporto. Attualmente la domanda di legno usato per la fabbricazione di materiali legnosi è in forte calo: è quindi disponibile più legno usato per lo sfruttamento energetico. Bisogna tuttavia partire dal presupposto che la domanda di rifiuti biogeni in Europa tenderà ad aumentare. Il rischio che a lungo termine si verifichino strozzature dello smaltimento è relativamente basso. I costi dello smaltimento del legno usato sui mercati europei tenderanno a diminuire. Il legno usato è anche più facilmente impilabile dei rifiuti urbani.

Verrebbe infine meno il primato del riciclaggio dei materiali, poiché in Svizzera mancano gli impianti corrispondenti e probabilmente non saranno realizzati neanche in futuro. Il ricupero del legno usato è tuttavia sensato dal profilo ecologico: la sostituzione del legno fresco con rifiuti di legno permette infatti di risparmiare le risorse. Al termine del secondo ciclo di vita è ancora possibile uno sfruttamento energetico: si avrebbe così un’utilizzazione a cascata.

Con il proposto divieto all’esportazione di legno usato, lo sfruttamento energetico in Svizzera è privilegiato anche rispetto al riciclaggio dei materiali all’estero. Ciò non comporta vantaggi ecologici nell’ottica dell’intera catena di smaltimento.

La prassi attuale, che vieta le esportazioni destinate al deposito in discariche a cielo aperto all’estero, è ora ancorata a livello dell’ordinanza. La Svizzera dispone di sufficienti discariche a cielo aperto per smaltire i rifiuti prodotti. In base ai principi della Convenzione di Basilea, la Svizzera deve mantenere un’infrastruttura di smaltimento propria, laddove abbia senso. I rifiuti destinati a deposito finale sono spesso costituiti da grandi quantità di residui del trattamento dei rifiuti o da rifiuti per cui non esiste nessun’altra possibilità di smaltimento. Per questi rifiuti, la Svizzera deve provvedere da sé alla sicurezza dello smaltimento. Ciò permette anche di evitare che i rifiuti finiscano in discariche inadatte. L’autorità federale competente è sì in grado di controllare la compatibilità ambientale di un certo numero di moderni impianti di smaltimento stranieri. Sarebbe però impossibile farlo con un onere ragionevole per le migliaia di discariche a cielo aperto nei Paesi dell’UE e dell’OCSE e anche assurdo. Restano eccettuate le esportazioni nell’ambito di una collaborazione regionale transfrontaliera disciplinata contrattualmente o l’esportazione di scorie dell’incenerimento di rifiuti urbani importati (lett. d).

14/31 312/2005-02218/01/03/07/H371-1493