Rapporto esplicativo

Consultazione 2007/44: Revisione dell'ordinanza sul traffico di rifiuti · 31 pagine

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Riferimento/numero d’incarto: H371-1493

laudati che scaturiscono dalle linee direttive per la gestione dei rifiuti in Svizzera (1986), dal commento all’OTR (1988), dai rapporti sulla valutazione della politica della Confederazione in materia di rifiuti (2006), dagli aiuti all’esecuzione della Confederazione e dei Cantoni nonché dai rapporti di ricerca: messi assieme, essi costituiscono ora una base importante per questa modifica dell’OTR.

Gli obiettivi e i principi contenuti nelle linee direttive hanno influenzato fortemente la politica della Confederazione in materia di rifiuti e di conseguenza l’evoluzione dello smaltimento dei rifiuti in Svizzera negli ultimi 20 anni. Oggi, in Svizzera la gestione dei rifiuti è un sistema integrato che funziona bene e in collaborazione con tutti gli attori, pubblici e privati, nello smaltimento dei rifiuti sono stati raggiunti miglioramenti significativi dal punto di vista ecologico. La valutazione della politica della Confederazione in materia di rifiuti (2006) ha confermato obiettivi importanti per il trattamento e il deposito definitivo dei rifiuti. D’ora in poi dovrà finire nell’ambiente il minor quantitativo possibile di sostanze inquinanti. I sistemi di trattamento dei rifiuti devono produrre materie prime riciclabili e/o rifiuti adatti al deposito definitivo. I rifiuti che finiscono oggi nelle discariche non hanno ancora raggiunto l’auspicata qualità da “deposito definitivo”. Tale qualità è infatti riservata alle discariche che non hanno bisogno di misure tecniche a posteriori, come il trattamento del percolato o dei gas di scarico, per evitare il rilascio di emissioni inammissibili, anche a lungo termine.

La strategia dell’OTR del 1990 in materia di discariche prevedeva tre tipi di discarica e anche le disposizioni dell’ordinanza sono state definite di conseguenza. Nelle discariche per materiali inerti si possono depositare materiali di demolizione non contaminati e determinate frazioni di rifiuti edili selezionati, simili alle rocce. La qualità del percolato della discarica deve essere equivalente a quella dell’acqua dei fiumi. I rifiuti destinati alle discariche per materiali inerti devono presentare il minor tenore possibile di inquinanti organici e tenori di metalli pesanti solo leggermente superiori.

Le discariche per sostanze residue sono destinate al deposito definitivo di residui di trattamento metallici, inorganici e difficilmente solubili, come ceneri dei filtri cementate, fanghi di idrossidi di metalli e residui dei filtri dell’industria. Il percolato della discarica deve soddisfare le condizioni per lo scarico nelle acque superficiali. Anche nel caso delle discariche per sostanze residue, i rifiuti depositati devono presentare il minor tenore possibile di inquinanti organici. Per i metalli pesanti che non possono essere riciclati assume rilievo unicamente il possibile rilascio, determinato mediante il test di eluizione dell’OTR.

Le discariche reattore, infine, sono riservate ai rifiuti urbani non trattati. La qualità del percolato deve corrispondere approssimativamente a quella delle discariche per sostanze residue. Nel commento all’OTR del 1988, la discarica reattore era definita una soluzione transitoria per i rifiuti urbani in attesa della creazione dei presupposti tecnici per un trattamento (incenerimento). In base al commento menzionato, in futuro le discariche per rifiuti speciali non saranno più ammesse.

Dall’entrata in vigore dell’OTR, nel 1990, si sono verificati i seguenti sviluppi: a partire dagli anni 1990 è riconosciuta la problematica dei siti contaminati e contemporaneamente aumenta la quantità di materiale di scavo contaminato prodotto anche da numerosi progetti di ingegneria civile in aree abitate. Grazie alle indicazioni della direttiva sul materiale di scavo (1999), anche il tasso di trattamento e riciclaggio progredisce, ma oggi sono ancora conferite in discarica notevoli quote non trattate delle circa 480 000 tonnellate di materiale di scavo contaminato (stato 2007 senza grandi progetti), spesso con tenori critici di inquinanti organici. Circa un terzo dei risanamenti di siti contaminati degli ultimi 15 anni era costituito da semplici metodi “dig-and-dump”: rifiuti contaminati sono quindi tuttora estratti e conferiti in discarica senza alcun trattamento preliminare. Lo stesso vale per il materiale di scavo estratto da siti contaminati.

Grazie alle dichiarazioni annuali nell’ambito dell’esecuzione dell’OTaRSi (ordinanza del 5 aprile 2000 sulla tassa per il risanamento dei siti contaminati), i volumi e i generi di rifiuti depositati in discariche reattore e per sostanze residue sono noti esattamente.

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