Rapporto esplicativo
Consultazione 2015/57: Approvazione di un protocollo che modifica l'Accordo sulla fiscalità del risparmio tra la Svizzera e l'UE · 33 pagine
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finanziario e nell’economia si è fatto pertanto sentire ma non è stato repentino. Le ripercussioni economiche dello scambio automatico di informazioni sono inoltre da considerare nell’ottica delle ulteriori sfide a livello economico e normativo per il settore finanziario.
Per la Svizzera il principale beneficio in caso di introduzione dello standard globale per lo scambio automatico di informazioni con l’UE sarebbe il miglioramento della reputazione della sua piazza finanziaria. Uno standard globale dell’OCSE per lo scambio automatico di informazioni uniforme rispetto all’UE rafforza la certezza del diritto per le istituzioni finanziarie attive a livello internazionale e al contempo rende possibile l’attuazione in modo uniforme e globale dei requisiti rispetto ai diversi Stati. La fase introduttiva dello scambio automatico di informazioni comporterà invece per le istituzioni finanziarie interessate maggiori costi di attuazione. Questi costi risultano in primo luogo dai lavori di preparazione a livello giuridico e tecnico (ad es. due diligence, formazioni per il personale, lavori concernenti l’informazione), dall’infrastruttura (soprattutto i sistemi informatici) in relazione con l’ottenimento, l’elaborazione, lo scambio e la garanzia della qualità dei dati nonché dai relativi costi per il personale. Il ramo stima che per il settore bancario l’introduzione dello scambio automatico di informazioni a livello globale potrebbe costare tra i 300 e i 600 milioni di franchi ovvero tra 3 e 15 milioni di franchi per ente. Resta inteso che ci si può basare sui processi già introdotti dalle istituzioni finanziarie per le convenzioni sull’imposizione alla fonte con il Regno Unito e l’Austria e l’Accordo sulla fiscalità del risparmio con l’UE nonché il relativo know how: ampliandoli è possibile ridurre in parte i previsti costi di attuazione. Le banche ritengono comunque che i maggiori costi restino importanti poiché le sinergie con i sistemi esistenti sono soprattutto teoriche. In generale bisogna tener conto che l’introduzione dello scambio automatico di informazioni ha causato o causerà costi anche alle istituzioni finanziarie negli Stati dell’UE. A lungo termine, se è possibile basarsi su uno standard globale internazionale, per le istituzioni finanziarie svizzere i costi fissi e i costi correnti risultano limitati.
Complessivamente 93 Stati (tra cui importanti piazze finanziarie concorrenti della Svizzera, quali il Lussemburgo e Singapore) si sono impegnati a scambiare le informazioni secondo lo standard per lo scambio automatico di informazioni (58 Paesi dal 2017, 35 Paesi – tra cui la Svizzera – dal 2018).
Non bisognerà attendersi massicci spostamenti di attività tra questi Stati. La garanzia di un level playing field, e quindi di pari condizioni per tutte le Giurisdizioni partner, insieme all’introduzione simultanea dello standard per lo scambio automatico di informazioni sono condizioni centrali per garantire che a breve e medio termine non vi siano trasferimenti di attività in Stati in cui lo scambio automatico di informazioni non viene applicato. Nella misura in cui le più importanti piazze finanziarie concorrenti riprendono lo standard per lo scambio automatico di informazioni con l’UE simultaneamente alla Svizzera, possono essere evitati gli svantaggi concorrenziali per gli offerenti di servizi finanziari svizzeri. In questo modo in futuro acquisiranno maggiore importanza rilevanti fattori concorrenziali positivi della Svizzera, quali la stabilità politica, il capitale umano e l’infrastruttura. A corto termine l’applicazione dello scambio automatico di informazioni comporta costi di attuazione relativamente alti per le istituzioni finanziarie interessate. Queste evoluzioni come anche l’accresciuta concorrenza tra banche dovrebbero accelerare la verifica dei modelli aziendali nel campo della gestione delle attività finanziarie e potrebbero comportare adeguamenti strutturali. I costi generati dallo scambio automatico di informazioni sono infine da ponderare con un previsto e durevole rafforzamento dei fattori di localizzazione (reputazione, certezza del diritto).
7.3 Ripercussioni fiscali
Per quanto concerne le ripercussioni fiscali bisogna distinguere tra gli effetti delle comunicazioni della Svizzera a favore delle autorità fiscali estere e gli effetti delle comunicazioni che il fisco svizzero riceverà dall’estero sulla base della reciprocità convenuta con gli Stati membri dell'UE.
Sulla base delle comunicazioni della Svizzera verso l’estero per Confederazione e Cantoni sono possibili minori entrate per questi motivi:
- Le istituzioni finanziarie possono dedurre i costi correlati all’attuazione dello scambio automatico di informazioni come spese dalla base di calcolo dell’imposta sull’utile. I minori margini e un eventuale diminuzione delle attività gestite per conto della clientela in seguito allo scambio automatico di informazioni abbassano gli utili del settore finanziario riducendo direttamente i
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